29 settembre 2013




Bollettino parrocchiale: Domenica XXVI del tempo ordinario - 29 settembre 2013

Vangelo: Lc 16,19-31
Il ricco rifiuta di fare elemosina al povero pieno di piaghe che giaceva alla sua porta, in contrasto con il ricco, Lazzaro, il povero, è commovente e pietoso. Eppure Gesù dà un nome a quest’uomo povero suggerendo la sua importanza agli occhi di Dio ed il fatto che il suo nome è scritto nei Cieli, mentre il nome del ricco non è ricordato nella S.Scrittura o nei Cieli. Il nome “Lazzaro” significa “Colui che è stato aiutato”. L’immagine colpisce, Gesù usa qui un linguaggio figurato per descrivere il grande baratro che esiste fra il tormento dell’Inferno con il suo fuoco e la consolazione dei Cieli nel seno di Abramo. Lazzaro, un uomo di fede, povero, è ricevuto da Abramo, un uomo di fede, ricco. Il ricco ha festeggiato sulla terra ma Lazzaro festeggia ora nei Cieli, in quanto la sua anima trova riposo nel seno di Abramo, il ricco sta bruciando nei fuochi dell’Inferno mentre può vedere dall’altro lato del baratro le fontane del Paradiso. Le anime dei malvagi chiaramente sperimentano le pene del fuoco dell’Inferno. Abramo, che aveva provato misericordia per Sodoma, non è in grado di mostrare misericordia per questo uomo ricco che si trova negli Inferi, egli ora desidera una goccia d’acqua, mentre durante la sua vita non aveva dato a Lazzaro né una goccia né una briciola; il motivo per cui il ricco non riceve ora misericordia è che non la mostrò a sua volta durante la vita.
Questa narrazione illumina la storia dell’amministratore ingiusto, dal momento che i santi si procurano amici nutrendo l’affamato e dissetando l’assetato. I Farisei hanno bisogno di diventare come l’amministratore ingiusto, comprendendo che il loro Signore è Gesù così da fare l’elemosina a persone come Lazzaro, facendo assegnamento sulla misericordia divina. Forse i cinque fratelli potrebbero essere i sensi dell’uomo ricco, quelli che l’hanno reso schiavo delle ricchezze sulla terra e l’hanno mandato ai tormenti dell’Inferno. Durante la sua vita, il ricco ha ignorato Mosè e i Profeti e li avrebbe anche ridicolizzati. Chi si rifiuta di ascoltare Mosè e i Profeti rifiuta anche di ascoltare Cristo che parla attraverso loro.
(S.Girolamo, S.Cirillo d’Alessandria, S.Agostino, S.Gregorio di Nissa, Prudenzio, S.Efrem il Siro, S.Gregorio Magno, S.Pietro Crisologo)




Forniamo uno spunto catechetico sul significato della Preparazione alla Festa patronale
La suggestiva sequela dei riti che ci viene proposta per solennizzare la festa della celeste Patronessa di questa chiesa parrocchiale e Cappella civica di Trieste, la B.Vergine del Rosario, è caratterizzata da una forte simbologia dall’alto significato teologico e nel contempo catechetico che ci aiuta ad apprezzare autenticamente le azioni liturgiche che siamo invitati a compiere.
Nel corso del triduo di preparazione, i fedeli si radunano attorno al pulpito, animati dal desiderio di accrescere la propria conoscenza e la propria fede nella Madre di Dio, alla luce della guida della Sacra Scrittura e della santa Tradizione della Chiesa.

Per tre giorni, il popolo udirà la lode delle sue virtù, a cui farà eco l’invocazione corale della sua intercessione – la Vergine quale Mediatrice della Grazia divina – attraverso il canto dell’inno e dell’antifona propria, che riecheggeranno frequentemente in tutto il periodo della festa. La Benedizione Eucaristica, corona del momento triduano, sta quindi a rappresentare la discesa della pienezza della grazia d’intercessione, ottenuta “per Mariam” per mezzo della Quale il Verbo si è fatto carne venendo ad abitare in mezzo a noi (Gv.1,14).
La traslazione della Reliquia della Madonna dalla Cappellina dove si venera la miracolosa effigie mariana alla chiesa parrocchiale prima della solenne messa in terzo, simboleggia la solennizzazione della presenza della Vergine: non già tramite il pellegrinaggio dei devoti verso il Suo santuario, bensì mediante la ricezione della Sua presenza mistica – assicurata, per l’appunto, dalla Reliquia – di modo che sia Lei stessa, quale Madre della Chiesa ed aiuto dei Cristiani, a visitare i Suoi devoti, discendendo fra di loro per accoglierne le suppliche.
A tale visita, i fedeli rispondono nuovamente con il canto dell’inno e dell’antifona, così come nell’antichità i versetti dei Salmi adornavano i pellegrinaggi delle anime pie sulle tombe dei Martiri o sui luoghi di miracoli ed apparizioni; anticamente, i divini misteri venivano celebrati in questi luoghi, dove si avvertiva più forte la presenza viva dei testimoni della Passione di Cristo.
A seguire, la celebrazione del santo Sacrificio Eucaristico richiama l’evento centrale del Calvario, dove Gesù offrì al Padre la vita per la redenzione dell’umanità, sotto lo sguardo compassionevole di sua Madre: la Sua Passione diviene gloria della Risurrezione, fonte inesauribile di Grazia. Maria è presente ai piedi della Croce, per poi essere testimone del trionfo pasquale del Figlio suo.
Ecco infine spiegato il senso della processione con l’icona della Madonna tra le strade della nostra parrocchia, a significare la proclamazione e lo spargimento pubblico, concreto di questa Grazia che da sola è la fonte e la base del rinnovamento delle menti e dei cuori di ciascuno di noi.
Accorrete dunque numerosi per proseguire fortificati il comune cammino, assieme a Maria, verso il Signore. “Conversi ad Dominum Deum patrem Omnipotentem” (S.Agostino, Sermone 183.mo)


Ricordiamo dunque per l’entrante settimana:

Mercoledì 2, giovedì 3, venerdì 4 ottobre alle ore 18.30
Solenne Triduo di preparazione alla solennità della Madonna del Rosario.
I canti sono tratti dal repertorio di musiche maltesi dell’800 ed eseguiti
dai tenori Raffaele Prestinenzi e Mathia Neglia e dal baritono Tiziano Vojtissek,
all’organo il dott. Marco Plesnicar.

Sabato 5 ottobre pomeriggio: inizio della Solennità esterna della Madonna del Rosario
Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo)
Ore 18.30: in chiesa inizio della breve processione che si recherà alla Cappella della Madonna
dei Fiori (palazzo INAIL) in via del Teatro Romano n. 18/20, attraverso la piazza
Vecchia, , via di Tor Bandena, via del Teatro Romano per prelevare la Reliquia della
B.Vergine e fare quindi ritorno, attraverso via del Teatro Romano, via del Rosario,
piazza Vecchia, in chiesa dove la suddetta Reliquia verrà incensata ed esposta alla
pubblica venerazione.
Ore 19.00 S.Messa solenne in latino (assolve il precetto festivo)
La Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì eseguirà la “Messa a quattro voci”
di Claudio Monteverdi (1567-1643) e mottetti tratti dal “Vespero della Beata
Vergine” del medesimo autore.
Durante l’Offertorio chi desidera potrà accostarsi all’altare per il bacio della
Reliquia della Madonna

Domenica 6 ottobre: Solennità esterna della Madonna del Rosario:
Ore 09.00 S.Messa d’orario
Ore 10.00 Processione con l’effigie della Madonna di Pompei che percorrerà le vie della
parrocchia: piazza Vecchia, via di Tor Bandena, via del Teatro Romano, via S.Spiridione, via
S.Nicolò, via Cassa di Risparmio, piazza della Borsa, via Malcanton, via del Teatro Romano,
via del Rosario, piazza Vecchia
Ore 11.00 S.Messa d’orario. Sarà celebrata dal Rev.mo Mons. Giorgio Carnelos.
sono presenti alcuni solisti della Corale parrocchiale, diretti dal M° Elìa Macrì che
eseguiranno mottetti mariani
Ore 12.00 Supplica alla Madonna di Pompei
Ore 17.30: oggi la S.Messa è sospesa per motivi tecnici
Ore 18.30 Vesperi solenni in onore della Madonna del Rosario.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta al M° Elìa Macrì che eseguirà il
“Magnificat” Bwv243 di Johann.Sebastian.Bach (1685-1750) per Soli, Coro ed
Orchestra.
Solisti della S.Messa solenne e del Vespero:
Ingrid Iellenz, Adriana Tomisic, soprano; Peter Gus, controtenore; Luca Dordolo,
tenore; Sikai Lai, basso.
Dopo ogni S.Messa dei giorni 5-6-7 ottobre saranno benedette le rose in onore della Madonna del Rosario che si potranno poi portare nelle proprie case o offrire a qualcuno come segno di benedizione. Si potranno inoltre, acquistare dei rosarii con la possibilità di benedirli.

Lunedì 7 ottobre: Solennità della Madonna del Rosario
Ore 09.00 S.Messa d’orario celebrata da S.E. Rev.ma Mons. Giampaolo Crepaldi,
Arcivescovo-Vescovo di Trieste che terrà anche l’omelia.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà mottetti mariani.
Ore 11.00 S.Messa
Ore 17.30 S.Messa
Ore 18.30 Solenne Funzione Mariana (esposizione Eucaristica, Recita del
S.Rosario, canto delle Litanie e Benedizione Eucaristica)
Visitando oggi la nostra chiesa si può ottenere l’Indulgenza plenaria alle solite condizioni (recita del “Pater noster” e del “Credo” e di un “Pater”, “Ave” e “Gloria” secondo le intenzioni del Sommo Pontefice; inoltre si richiedono la Confessione e Comunione sacramentali quanto prima)

Domenica 29 ottobre: ore 18.30 S.Rosario, breve catechesi, preghiera in onore di S.Michele
Arcangelo e Benedizione Eucaristica



Proponiamo ora il programma delle Celebrazioni liturgiche previste per il mese di ottobre:
giorni feriali (da lunedì a venerdì compresi):
ore 09.00 S.Messa d’orario
ore 18.30 Funzione Mariana (esposizione eucaristica, recita del S.Rosario, canto delle Litanie
Lauretane e Benedizione Eucaristica
Sabato:
ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo)
ore 18.30 Recita del S.Rosario
ore 19.00 S.Messa d’orario in latino (assolve il precetto festivo)



Domenica:
SS.Messe: ore 09.00 – 11.00 – 17.30
Ore 18.30 Funzione Mariana solenne (segue lo schema di quello feriale con in più l’”Antifona” in onore della Madonna). Con la partecipazione dei tenori Mathia Neglia, Raffaele Prestinenzi e del baritono Tiziano Vojtissek.

Il suddetto “Orario” è in vigore dall’8 ottobre al 30 ottobre compresi salvo eccezioni precedentemente comunicate.
La predicazione del Triduo è affidata al M.R. Don Paolo Rakic, Amministratore Parrocchiale della chiesa della B.Vergine del Soccorso (S.Antonio Vecchio) che sentitamente ringraziamo.
Il giorno 4 ottobre, dopo la celebrazione del Triduo, sarà distribuita la S.Comunione per chi desiderasse adempiere la pia pratica dei “Primi Nove Venerdì del Mese”.
Domenica 27 ottobre alle ore 18.30 sarà celebrata la solenne chiusura del Mese di ottobre con il canto del “Te Deum” di Francesco Giacomo Zingerle (1822-1901) compositore musicale didata triestino.


Augurando a tutti una proficua Festa Patronale, ricca di ogni grazia, saluto e paternamente benedico
Don Stefano Canonico

22 settembre 2013

Bollettino Parrocchiale: Domenica XXV del Tempo Ordinario - 22 settembre 2013

Vangelo:Lc 16,1-13

Per la parabola dell’amministratore disonesto c’è un’interpretazione che cerca il significato figurativo globale e non quello delle singole parti di essa. Sulla base di tale interpretazione l’amministratore, credendo nella misericordia del suo padrone, ha le proprie lettere del peccato riscritte dallo Spirito Santo di Dio per mezzo della Croce di Cristo e della grazia del Battesimo. Non riscrivere dunque ciò che Dio ha cancellato. Gesù raccomanda ai discepoli la scaltrezza dell’amministratore, la sua prudenza ed ingenuità; usando le cose transitorie di questo mondo, che non sono nostre, siamo in grado di acquistare per noi quelle che non verranno mai meno. Se avrai usato mammona saggiamente, il che significa se l’avrai usata per avere amici, allora, una volta che l’avrai esaurita, quegli amici potranno riceverti nelle tende eterne. L’espressione “procurarsi amici per mezzo dell’ingiusta mammona” senza alcun dubbio si riferisce all’elemosina fatta senza distinzione nell’adempire all’esortazione di Gesù di “vendere i propri averi e fare elemosina”. Le ricchezze sono un prestito che ci è venuto da Dio e devono essere lasciate al povero, così che possiamo ricavarne una ricompensa centuplicata, dal momento che sarà nostro amico nelle abitazioni eterne. Qui ci si riferisce alla fedeltà, visto che Gesù domanda se l’infedele ed ingiusta mammona condurrà all’infedeltà nelle “cose che sono vostre”, il che significa “nelle vere cose”, che sono i doni ricevuti nella fede i quali cominciano a darci nuova forma a somiglianza divina. E’ impossibile essere schiavo di due padroni che hanno voleri contrari e due diverse idee tra loro inconciliabili. Una giusta amministrazione delle ricchezze terrene può invece portare al raggiungimento dei beni eterni. L’amministratore è stato lodato perché ha scelto di servire il suo signore, che ha creduto sarebbe stato misericordioso.
(Origene, S.Agostino, S.Efrem il Siro, S.Giovanni Crisostomo, S.Cirillo di Alessandria, S.Ambrogio)

Si sta avvicinando velocemente il mese di ottobre dedicato al S.Rosario in cui viene a collocarsi la Solennità della Madonna del Rosario nostra celeste Patrona, il 7 ottobre p.v., in cui si ricorda la vittoria delle truppe Cristiane su quelle Musulmane, molto più numerose, nella battaglia navale di Lepanto svoltasi, appunto, domenica 7 ottobre 1571.
Per permettere una più larga partecipazione di fedeli alle varie celebrazioni liturgiche, come di consueto, festeggeremo la nostra Patrona la prima domenica di ottobre e cioè il 6 di questo mese, così come previsto dalle rubriche liturgiche per quelle chiese che, come la nostra, sono intitolate alla Madonna del Rosario.
Per dare a tutti la possibilità di prepararsi con agio a partecipare alle solenni celebrazioni, con un certo anticipo ne proponiamo l’orario con i relativi giorni:
Mercoledì 2, giovedì 3, venerdì 4 ottobre alle ore 18.30
Solenne Triduo di preparazione alla solennità della Madonna del Rosario.
I canti sono tratti dal repertorio di musiche maltesi dell’800 ed eseguiti
dai tenori Raffaele Prestinenzi e Mathia Neglia e dal baritono Tiziano Vojtissek
Sabato 5 ottobre pomeriggio: inizio della Solennità esterna della Madonna del Rosario
Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo)
Ore 18.30: in chiesa inizio della breve processione che si recherà alla Cappella della Madonna
dei Fiori (palazzo INAIL) in via del Teatro Romano n. 18/20, per prelevare la
Reliquia della B.Vergine e fare quindi ritorno in chiesa dove la suddetta Reliquia
verrà incensata ed esposta alla pubblica venerazione.
Ore 19.00 S.Messa solenne in latino (assolve il precetto festivo)
La Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì eseguirà la “Messa a quattro voci”
di Claudio Monteverdi (1567-1643) e mottetti tratti dal “Vespero della Beata
Vergine” del medesimo autore.
Domenica 6 ottobre: Solennità esterna della Madonna del Rosario:
Ore 09.00 S.Messa d’orario
Ore 10.00 Processione con l’effigie della Madonna di Pompei per le vie della parrocchia
Ore 11.00 S.Messa d’orario
sono presenti alcuni solisti della Corale parrocchiale, diretti dal M° Elìa Macrì che
eseguiranno mottetti mariani
Ore 12.00 Supplica alla Madonna di Pompei
Ore 17.30: oggi la S.Messa è sospesa per motivi tecnici
Ore 18.30 Vesperi solenni in onore della Madonna del Rosario.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta al M° Elìa Macrì che eseguirà il
“Magnificat” di J.S.Bach per Soli, Coro ed Orchestra.
Lunedì 7 ottobre: Solennità della Madonna del Rosario
Ore 09.00 S.Messa d’orario celebrata da S.E. Rev.ma Mons. Giampaolo Crepaldi,
Arcivescovo-Vescovo di Trieste che terrà anche l’omelia.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà mottetti mariani.
Ore 11.00 S.Messa
Ore 17.30 S.Messa
Ore 18.30 Solenne Funzione Mariana (esposizione Eucaristica, Recita del
S.Rosario, canto delle Litanie e Benedizione Eucaristica)
Visitando oggi la nostra chiesa si può ottenere l’Indulgenza plenaria alle solite condizioni (recita del “Pater noster” e del “Credo” e di un “Pater”, “Ave” e “Gloria” secondo le intenzioni del Sommo Pontefice; inoltre si richiedono la Confessione e Comunione sacramentali quanto prima)
La prossima settimana verranno fornite notizie più dettagliate soprattutto riguardo i brani musicali che saranno eseguiti nelle varie celebrazioni.

Per l’entrante settimana ricordiamo:
Domenica 22 settembre: ore 18.30 S.Rosario, breve catechesi e Benedizione Eucaristica
Martedì 24 settembre: Festa della Madonna della Mercede
Ore 09.00 S.Messa con cantici in onore della B.V. Maria
La festa della Madonna della Mercede o Redenzione degli schiavi propria, dapprima, dell’Ordine della Mercede, fu poi estesa dal Papa Innocenzo XII (1691-1700) a tutta la Chiesa. Oggi questa Festa non compare più nel calendario liturgico con facoltà, però, di celebrarne la Messa come votiva in onore della Madonna. Le vicende che portarono all’istituzione di tale Festa e dell’Ordine dei Mercedari è particolarmente interessante.
Nella storia delle deportazioni un capitolo tristissimo e purtroppo non ultimo è quello riferito alle scorrerie dei Saraceni lungo le coste italiane e spagnole per il saccheggio e la cattura di uomini e donne, tradotti a forza sulla sponda africana per esservi venduti come schiavi e poi restituiti ai parenti dietro una forte somma per il riscatto. In questa calamità si inserisce a sua volta un capitolo di esaltante carità e di devozione mariana. A Barcellona, nella notte tra il primo e il due agosto 1218, la Madonna apparve al ventinovenne Pietro Nolasco, per invitarlo a fondare un Ordine religioso con lo scopo principale del riscatto dei prigionieri.
Pietro Nolasco, nato nella regione francese della Linguadoca verso il 1189, da nobile famiglia, rimasto privo di padre a quindici anni, si pose al seguito di Simone di Montfort nella crociata contro gli Albigesi; nello scontro con i bellicosi eretici cadde il Re d’Aragona, Pietro II, il cui primogenito ed erede al trono, Giacomo, contava appena sei anni. Pietro Nolasco ebbe il compito di maestro e di tutore del futuro Re d’Aragona, al quale impartì un’educazione religiosa improntata a una filiale devozione mariana. Fu in questo periodo che Pietro Nolasco, già impegnato con tutti i propri mezzi al riscatto dei cristiani, caduti nelle mani dei “Mori”, ebbe la visione della Vergine. Nacque così l’Ordine cavalleresco e religioso dei Mercedari, così detti perché particolarmente devoti della Madonna, che onorano sotto il titolo di S.Maria della Misericordia (una pala d’altare con questo titolo – Madonna della Misericordia – si trovava sull’altare della nostra chiesa al posto dell’attuale quadro), o della Mercede degli schiavi. La loro regola, redatta sotto la guida di S.Raimondo di Penafort, li vincola con un quarto voto a offrirsi come schiavi dei Musulmani, qualora sia necessario per liberare un Cristiano in pericolo di apostasia. Dei 26.000 prigionieri liberati dai Merced





ari nel loro primo secolo di vita, ben 890 furono riscattati e ricondotti in patria da S.Pietro Nolasco. Ma egli non si limitava a contrattare con i Mori il prezzo del riscatto. Al ben più duro prezzo di patimenti, torture, prigionie, Pietro Nolasco predicava il Vangelo agli infedeli, mettendo in grave pericolo la propria vita.
Morì nel giorno di Natale del 1258, mormorando le parole del Salmo:”Il Signore ha redento il Suo popolo”. La prima immagine della Madonna che toccò il suolo americano fu quella della Vergine della Mercede, fatta dipingere dalla Regina Isabella la Cattolica e donata ai Mercedari che si recavano in missione a Santo Domingo.
Le attuali condizioni sociali non mutano il valore e l’importanza di quest’Ordine e del suo scopo poiché vi è una schiavitù terribile in cui tutti e sempre possiamo incappare che è quella del peccato per la cui liberazione, ottenutaci dal Sacrificio di Cristo sulla Croce, imploriamo sempre fiduciosi l’intercessione potente della Beatissima Vergine Maria, dei Santi e di tutti i nostri fratelli nella Fede.
Anticipiamo:
Sabato 28 settembre: ore 19.00 S.Messa cantata in latino in onore di S.Michele Arcangelo
Domenica 29 settembre: ore 09.00 S.Messa in suffragio di Mons. Antonio Dessanti
Tutti cordialmente saluto e paternamente benedico

Don Stefano Canonico

18 agosto 2013

DOMENICA XX DEL TEMPO ORDINARIO (SECONDO IL RITO ROMANO ANTICO: XIII DOPO PENTECOSTE, Lc 17,11-19) 18 AGOSTO 2013

Vangelo: Lc 12,49-53
Gesù parla della Sua sofferenza e della Sua morte come dell’accensione di un fuoco e di un battesimo escatologici che conducono alla Sua venuta in giudizio, questo fuoco è quello del Vangelo che viene a noi attraverso lo Spirito Santo nel Battesimo.
Questo fuoco che illuminò i segreti dei discepoli di Emmaus era la Parola di Dio, questo fuoco è quello dello Spirito Santo per la Pentecoste. Il fuoco che rivela la malizia del peccato e scopre le azioni di carità fa parte delle letture catechetiche prima del Battesimo dove Cristo è innalzato sulla Sua croce e risurrezione. Egli, ha iniziato il Suo ministero con un battesimo d’acqua nel Giordano con cui si è fatto carico dell’ira di Dio, a favore di tutta l’umanità; Gesù completa il Suo ministero con un battesimo di sangue sulla croce, dove tutta l’ira di Dio è posta su di Lui, così che viene ad espiare il peccato del mondo. Il battesimo di Gesù sulla croce è posto in una serie di battesimi nella Scrittura, è il battesimo a cui tutti gli altri mirano. Il fuoco ed il battesimo, perciò, si riferiscono alla morte di Gesù sulla croce e alla Sua gloriosa risurrezione, Lui non ci dice che non dobbiamo amare le nostre famiglie, ma che non dobbiamo amarle più di quanto amiamo Dio. Sebbene il numero tre con il due e il due con il tre ammontino a cinque persone, sono sei quelli indicate: padre, figlio, madre, figlia, suocera e nuora, ma sulla base del significato letterale e di quello mistico i conti tornano quando uno considera che ogni persona è la casa o di Dio o del diavolo.
(S.Cirillo d’Alessandria, S.Ambrogio, S.Cirillo di Gerusalemme, S.Basilio di Cesarea, S.Giovanni Damasceno)

Il 18 agosto si festeggia S.Elena Imperatrice. Poiché il mese prossimo nei giorni 13,14 e 15 settembre festeggeremo solennemente la Festa dell’Esaltazione della S.Croce nell’ambito dell’ “Anno della Fede” in concomitanza del MDCC anniversario dell’Editto di Costantino (313 d.C) con cui si concedeva la libertà di culto ai Cristiani, è giusto conoscere, anche se sinteticamente la figura dell’Imperatrice S.Elena madre di Costantino che tanta parte ebbe nel ritrovamento della Croce di Cristo, nella costruzione di imponenti basiliche sui Luoghi Santi ed in generale nella diffusione del Cristianesimo.
Impariamo perciò, a conoscere e ad amare i Santi.

Nata in Bitinia (Asia Minore) da famiglia plebea, Elena, alla quale il figlio Costantino conferirà il titolo di “Augusta” era stata ripudiata dal marito, il tribuno militare Costanzo Cloro, per ordine dell’Imperatore Diocleziano. La legge romana infatti non riconosceva il matrimonio celebrato tra un patrizio e una plebea, pertanto Elena era considerata semplicemente una concubina e quando Costanzo Cloro ebbe il titolo di “Augusto” col collega Galerio, fu costretto e disfarsi di Elena pur trattenendo con sé il figlio Costantino nato dalla loro unione nel 285. Quando alla morte del padre, Costantino venne acclamato “Augusto” nel 306 a York, dalle legioni della Britannia, Elena potè tornare accanto al figlio, col meritatissimo titolo di “Nobilissima Foemina” (Donna Nobilissima)per avere poi il più alto onore cui donna potesse aspirare, quello di “Augusta” quando il figlio sconfiggendo Massenzio alle porte di Roma, divenne “totius orbi imperator”, cioè signore assoluto. Fu l’inizio di una pacifica opera di ricostruzione che comprese la pace col Cristianesimo. Attraverso i suoi rapporti con la religione cristiana egli diede infatti alla sua monarchia un contenuto spirituale, avendo attribuito la sua vittoria alla protezione di Cristo. Quanta parte abbia avuto la madre Elena in questa conversione dalle conseguenze così portentose, non ci è dato sapere. Anche se lo storico Eusebio di Cesarea, autore tra l’altro di una “Vita” di Costantino, afferma che fu l’Imperatore a condurre alla fede la madre, molti ritengono sia stata Elena a convertire il figlio; conversione però alquanto tiepida se egli attese il momento della morte per ricevere il Battesimo, nel 337. Al contrario, Elena mostrò un fervore religioso che si tradusse in grandi opere benefiche e nelle celebri basiliche sui Luoghi Santi di cui divenne intrepida esploratrice. Nonostante la tarda età, era scesa in Palestina per seguire gli scavi iniziati a Gerusalemme dal Vescovo S.Macario, che ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco distante la Croce del Signore e le due croci dei ladroni. L’”invenzione”, cioè il ritrovamento della Croce, avvenuta nel 326 sotto gli occhi della piissima madre dell’Imperatore, produsse una grande emozione in tutta la cristianità. Incoraggiata da questo primo successo, S.Elena cercò e ritrovò la grotta della natività a Betlemme ed il luogo sul Monte degli Olivi dove Gesù s’era intrattenuto con i Suoi discepoli prima di salire al Cielo. A queste scoperte seguì la costruzione di altrettante basiliche, una delle quali, sul Monte degli Olivi, portò il nome di Elena.

Ricordiamo per l’entrante settimana:
Domenica 18 agosto: ore 18.30 Recita del S.Rosario, breve catechesi, Inno ed Orazione in onore di
S.Elena e Benedizione Eucaristica
Giovedì 22 agosto: Festa della Beata Vergine Maria Regina
ore 09.00 S.Messa d’orario con cantici in onore della Madonna

Anticipiamo sinteticamente gli orari del solenne triduo che sarà celebrato in occasione della Festa dell’Esaltazione della S.Croce (14 settembre).
Le SS.funzioni saranno animate dalla Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì:

Venerdì 13 settembre: ore 18.30 solenne intronizzazione della Reliquia della S.Croce.
Verranno eseguiti brani in gregoriano, polifonia e le “sette parole di
Gesù Cristo sulla Croce” di H. Schutz (1585-1672)
Sabato 14 settembre: ore 19.00 S.Messa solenne della Festa dell’Esaltazione della S.Croce
(assolve il precetto festivo)
Sarà eseguita la Messa “Ad Cantus Missae” di J.G.Rheimberger (1839-1901)
Domenica 15 settembre: SS.Messe: ore 09.00 – 11.00
Ore 17.30 S.Messa con cantici in onore della B.V. Addolorata.
Verranno eseguiti brani tratti dallo “Stabat Mater” di Pergolesi ( 1710-1736).
Al termine solenne Processione Eucaristica attraverso le vie della Parrocchia, benedizione del mare, al rientro in chiesa sarà eseguito l’”Exultate, Jubilate” di Mozart (1756-1791) e verrà impartita la Benedizione Eucaristica.

Un grazie ancora, sentito e cordiale, a tutti i Sacerdoti e Chierici, presenti in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, per la loro disponibilità e collaborazione.
Un sentito ringraziamento anche a coloro che in vari modi hanno fattivamente contribuito a rendere accogliente la chiesa e splendido il culto di Dio.
SalutandoVi, paternamente vi benedico.


Don Stefano Canonico

05 agosto 2013

Bollettino Parrocchiale: Domenica XVIII del Tempo Ordinario - 4 agosto 2013

Vangelo:Lc 12,13-21
Ciò che si dovrebbe cercare è un’eredità di immortalità, non di denaro e mai si dovrebbe chiamare Gesù per fare una divisione di eredità. La cupidigia divide, ma la carità raduna insieme le persone, la cupidigia non è altro che una forma di idolatria e questo principio generale porta ad una parabola che si svolge intorno al concetto di dono. Gesù ci mette in guardia dall’ingordigia in quanto essa è in odio tanto agli uomini quanto a Dio, il ventre del povero è un deposito più sicuro di propri granai. Egli non ha visto che l’amore di Dio crea un’abitudine alle buone azioni che sono la sola preparazione necessaria per la vita a venire. Coloro che sanno di essere mortali non devono giungere alla fine impreparati, solo la virtù e la compassione ci seguono dopo la morte. L’essere ricco agli occhi di Dio significa amare la virtù invece della ricchezza e credere che Dio è Colui che dà tutte le cose, comprese la vita e la salvezza.
(S.Ambrogio, S.Agostino, S.Cirillo d’Alessandria, S.Leone Magno)
Ricordiamo per l’entrante settimana:
Domenica 4 agosto: ore 18.30 S.Rosario, breve catechesi e Benedizione Eucaristica
Lunedì 5 agosto: Festa della Dedicazione della basilica di s.Maria Maggiore in Roma (Madonna della
Neve)
Ore 09.00 S.Messa d’orario con cantici in onore della Madonna
Martedì 6 agosto: Festa della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo
Ore 09.00 S.Messa d’orario con cantici

Anticipiamo:
Come ogni anno festeggeremo solennemente l’Assunzione al Cielo in anima e corpo della Beata Vergine Maria, denominata la Pasqua dell’Estate.
Quest’anno sarà la nostra Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì ad animare le solenni funzioni:
Le celebrazioni per questa Solennità sono le seguenti:
Mercoledì 14 agosto:ore 09.00 S.Messa solenne della Vigilia dell’Assunzione della B.V. Maria
ore 19.00 S.Messa solenne dell’Assunzione della B.V. Maria al Cielo
(assolve il precetto festivo)
Sarà eseguita la “Messa a quattro voci” di C.Monteverdi (1567-1643) con mottetti del medesimo autore tratti dal “Vespero della B.Vergine”
Giovedì 15 agosto: E’ festa di precetto, le SS.Messe, quindi seguiranno l’orario festivo.
SS.Messe ore 09.00 – 11.00
Ore 18.30 Vesperi solenni. Salmi musicati da T.L. da Victoria ed il
“Magnificat” di F.Cavalli
Ore 20.30 Concerto

Vi saluto e Vi benedico paternamente

Don Stefano Canonico





Note:
- Il Parroco è a disposizione dei Fedeli dopo ogni S.Messa o per appuntamento
- L’Ufficio parrocchiale è aperto ogni mercoledì non festivo dalle ore 9.30 alle ore 12.00
- Le offerte pervenute finora per il baldacchino sono di Euro 2.801,00 mancano Euro 699,00 per il
completamento della spesa sostenuta.
- Le offerte ricevute per i paramenti ammontano a Euro 2.792,50 mancano Euro 707,50
- Grazie a Quanti hanno già offerto il loro contributo.
- Grazie a Quanti potranno concorrere per il saldo.
- Le offerte possono essere consegnate direttamente al parroco o a chi per lui presente in sacrestia.
Grazie
- E’ disponibile, in sacrestia, il libro “”PAPA FRANCESCO”: la vita e le sfide””, di Saverio Gaeta –
Edizioni S. Paolo S.r.L (€ 9.90)
- In sacrestia trovate il catechismo YOUCAT per conoscere e vivere la fede della Chiesa (€ 12.99)
- I nuovi libretti della storia della nostra chiesa sono disponibili in sacrestia
- Si fa presente che la nostra chiesa non riceve contributi da nessuno e quindi vive con le offerte dei
fedeli. Un grazie ai benefattori.
- Per eventuali bonifici o versamenti presso la FriulAdria Credit Agricole – via Mazzini 7 –
34121 Trieste: conto corrente 400855/12 – codice IBAN IT68I0533602207000040085512
- Chi è interessato a consultare il “Blog” della parrocchia, su internet può digitare l’indirizzo:
www.tradizionetrieste.info



20 luglio 2013

Bollettino parrocchiale: Domenica XVI del Tempo Ordinario - 21 luglio 2013

Vangelo: Lc 10,38-42
Marta dimostra una generosa ospitalità ricevendo Cristo in casa sua; questa è una grande opera perché sta preparando il cibo per il Santo dei Santi e i Suoi discepoli, Maria si è cibata della giustizia e della verità di Gesù che è il Pane di vita. Il corpo di Cristo (la Chiesa) ha bisogno di ascoltatori ed operatori della Parola di Dio, infatti si potrebbe dedurre che l’amore di Marta fosse più fervido di quello di Maria perché era pronta a servirLo anche prima che venisse ed era stata la prima a correrGli incontro quando venne a risuscitare dai morti suo fratello Lazzaro. Lodando Maria Gesù non critica Marta in alcun modo, ma chiarisce che il servizio al corpo è transitorio, mentre l’ascolto della Parola di Dio è eterno; Maria è pienamente impegnata nell’attività del pellegrinaggio, cantando alleluia di lode quando riceve l’insegnamento del Signore.
(S.Agostino, S.Ambrogio, S.Efrem il Siro, Giovanni Cassiano)

Ricordiamo per l’entrante settimana:
domenica 21 luglio: ore 18.30 Funzione vespertina in onore del Preziosissimo Sangue

SalutandoVi ,paternamente Vi benedico
Don Stefano Canonico

Note:
- Il Parroco è a disposizione dei Fedeli dopo ogni S.Messa o per appuntamento
- L’Ufficio parrocchiale è aperto ogni mercoledì non festivo dalle ore 9.30 alle ore 12.00
- Le offerte pervenute finora per il baldacchino sono di Euro 2.801,00 mancano Euro 699,00 per il
completamento della spesa sostenuta.
- Le offerte ricevute per i paramenti ammontano a Euro 2.752,50 mancano Euro 747,50
- Grazie a Quanti hanno già offerto il loro contributo.
- Grazie a Quanti potranno concorrere per il saldo.
- Le offerte possono essere consegnate direttamente al parroco o a chi per lui presente in sacrestia.
Grazie
- E’ disponibile, in sacrestia, il libro “”PAPA FRANCESCO”: la vita e le sfide””, di Saverio Gaeta –
Edizioni S. Paolo S.r.L (€ 9.90)
- In sacrestia trovate il catechismo YOUCAT per conoscere e vivere la fede della Chiesa (€ 12.99)
- I nuovi libretti della storia della nostra chiesa sono disponibili in sacrestia
- Si fa presente che la nostra chiesa non riceve contributi da nessuno e quindi vive con le offerte dei
fedeli. Un grazie ai benefattori.
- Per eventuali bonifici o versamenti presso la FriulAdria Credit Agricole – via Mazzini 7 –
34121 Trieste: conto corrente 400855/12 – codice IBAN IT68I0533602207000040085512
- Con il contributo del 5 per mille all’Associazione “Amici della Musica Luigi e Federico Ricci”,
Associazione che collabora strettamente con la nostra chiesa del Rosario per la parte musicale,
potremo godere ancora del canto e della musica della nostra Corale parrocchiale. E’ sufficiente
scrivere il codice fiscale 90118110320 e apporre la firma nell’apposito riquadro a sostegno delle

ONLUS sui modelli 730, UNICO e CUD. Grazie della Vostra collaborazione

08 luglio 2013

Bollettino parrocchiale: Domenica XIV del Tempo Ordinario - 7 luglio 2013

Vangelo: Lc 10,1-12.17-20
Proprio come i Dodici preannunciano il ministero episcopale della Chiesa, così i settanta, come alcuni autori antichi leggono invece di “settandue”, rappresentano il presbiterato. Gesù invia i settanta come agnelli in mezzo ai lupi e questo adempie la profezia di Isaia che, alla fine dei tempi, lupi e agnelli abiteranno insieme in pace, quando un piccolo fanciullo li guiderà, ma essi saranno in grado di sopravvivere come pecore fra i lupi perché Gesù è il loro pastore e li proteggerà da loro anche in mezzo alle persecuzioni. I discepoli sono inviati senza provviste perché devono essere dipendenti dal Signore della messe, sono annunciatori del Vangelo non mercanti. L’augurio della pace deve essere dato a tutti senza discriminazione, anche se sarà ricevuto solo da coloro che sono figli della pace perché questo augurio dischiude l’essenza del Padre.
I discepoli non devono essere distratti in nessun modo durante la loro missione e per questo non devono salutare nessuno lungo la strada, perché questo non li trattenga dall’obiettivo loro assegnato del proclamare il Regno di Dio. Quando i discepoli sono respinti, devono scuotere la polvere dai loro piedi, la polvere del giusto come un segno di vendetta contro coloro che non fanno penitenza che avranno una punizione peggiore di quella di Sodoma, infatti respingere i settanta significa ricevere una pena più dura di quella di Tiro e Sidone.
La potenza sul diavolo conferma la parola che Cristo li ha inviati a predicare e Satana è paragonato ad una folgore perché la luce simboleggia la sua condizione precedente ed il cadere la sua perversione. Come il lampo che splende per un momento ed è passato, così anche il potere di Satana è svanito ed egli è caduto di fronte alla vittoria della Croce che lo distrugge. Il potere dei discepoli di camminare sugli scorpioni deriva dalla realtà del fatto che Cristo ha schiacciato la testa del Serpente, perché, anche quando sono avvelenati da scorpioni e serpenti, Cristo li guarisce tramite la medicina delle Sue ferite sulla Croce. Cristo sottomette Satana nel Suo Battesimo nel Giordano e da allora ci dà questo potere attraverso il Battesimo che abbiamo in comune con Lui. I discepoli non devono gioire degli onori che sono stati dati loro, ma del fatto che i loro nomi sono scritti nel libro della vita di Dio, sotto ai nomi di Abramo, Isacco, Giacobbe e tutto il popolo eletto del passato.
( S.Beda il Venerabile, S.Ambrogio, S.Efrem il Siro,S.Agostino, S.Cirillo d’Alessandria, S.Giovanni Crisostomo, S.Massimo di Torino, S.Cirillo di Gerusalemme)

Si ricorda per l’entrante settimana:
Domenica 7 luglio: ore 18.30 Funzione vespertina in onore del Preziosissimo Sangue.
Anticipiamo:
Come ogni anno festeggeremo solennemente la Festa dell’Assunzione di Maria SS.ma al Cielo.
Quest’anno sarà la nostra Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì ad animare le solenni funzioni che sinteticamente ricordiamo:
Mercoledì 14 agosto: Ore 09.00 S.Messa solenne della Vigilia dell’Assunzione della B.V. Maria
Ore 19.00 S.Messa solenne dell’Assunzione della B.V. Maria al Cielo.
(assolve il precetto festivo)
Sarà eseguita la”Messa a quattro voci” di C.Monteverdi (1567-1643)
con mottetti del medesimo autore tratti dal “Vespero della B.Vergine”
Giovedì 15 agosto: SS.Messe ore 09.00 -11.00
Ore 18.30 Vesperi solenni. Salmi musicati da T.L. da Victoria ed il “Magnificat” di
F.Cavalli.
Ore 20.30 Concerto
In occasione dell’Anno della Fede e del MDCC anniversario dell’Editto di Costantino sarà celebrato un solenne Triduo in occasione della Festa dell’Esaltazione della S.Croce (14 settembre): Le SS.funzioni saranno animate dalla Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì.
Le annunciamo sinteticamente:
Venerdì 13 settembre: ore 18.30 solenne intronizzazione della Reliquia della S.Croce.
Verranno eseguiti brani in gregoriano, polifonia e le “sette parole di
Gesù Cristo sulla Croce” di H. Schutz (1585-1672)
Sabato 14 settembre: ore 19.00 S.Messa solenne della Festa dell’Esaltazione della S.Croce
(assolve il precetto festivo)
Sarà eseguita la Messa “Ad Cantus Missae” di J.G.Rheimberger (1839-1901)
Domenica 15 settembre: SS.Messe: ore 09.00 – 11.00
Ore 17.30 S.Messa con cantici in onore della B.V. Addolorata.
Verranno eseguiti brani tratti dallo “Stabat Mater” di Pergolesi ( 1710-1736).
Al termine solenne Processione Eucaristica attraverso le vie della Parrocchia, benedizione del mare, al rientro in chiesa sarà eseguito l’”Exultate, Jubilate” di Mozart (1756-1791) e verrà impartita la Benedizione Eucaristica.
Augurando a tutti “Buone vacanze”, vi saluto e fraternamente vi benedico.

Don Stefano Canonico    

26 giugno 2013

Bollettino parrocchiale: DOMENICA XII DEL TEMPO ORDINARIO (SECONDO IL RITO ROMANO ANTICO:V DOPO PENTECOSTE,Mt 5,20-24) 23 giugno 2013

Vangelo:Lc 9,18-24

Pietro è il primo discepolo, infatti è il primo uomo nel Vangelo a professare che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Il Signore sta obbligando i Suoi discepoli ad esaminare le dicerie che circolavano tra le folle e la luce alla fine scende su Pietro che comprende che Gesù è il più grande di tutti i Profeti perché è il Cristo di Dio, il Salvatore di tutti e lo professa con determinazione. Confessare Gesù come il Cristo è confessare la fede, è affermare che Gesù è Dio, l’Incarnato, il Crocifisso ed il Risorto. E’ il grande miracolo della moltiplicazione dei pani a suscitare in Pietro l’affermazione che Gesù è il Figlio di Dio. I discepoli devono tenere segreto il fatto che il Messìa debba soffrire, morire e poi risorgere a causa dello scandalo della Passione, è solo dopo la Sua Risurrezione che dovranno proclamarne la Passione e la Risurrezione come comandano le sue ultime parole ai discepoli. Lo scandalo della Croce è menzionato per la prima volta in connessione con la sequela di Gesù da parte dei discepoli. La Croce abbraccia l’intera Passione di Gesù per noi e portarla significa essere pronti a morire per Cristo anche se le abitudini della vita portano i maggiori ostacoli a farlo. Questa è la condizione di coloro che sono stati battezzati nella morte e nella risurrezione di Cristo, per i santi quello che si dimostra duro e difficile non è da temere, ma se ne deve fare esperienza come di una gioia. I piaceri e le ricchezze cadono, ma la giustizia ci libera dalla morte. Uno che cerca di salvare la sua vita ora, poiché ama il mondo, la perderà eternamente perché mostrerà di essersi vergognato del Figlio dell’Uomo; uno che perde la sua vita ora la salverà eternamente perchè il Figlio dell’Uomo non si vergognerà di lui quando verrà nella gloria. Benedizioni e ricompense aspettano coloro che non si sono vergognati di Gesù e delle Sue parole.
(S.Cirillo di Alessandria, S.Ambrogio, S. Girolamo, S.Basilio di Cesarea).

I Santi sono coloro che hanno vissuto intimamente il mistero della Passione salvifica di Cristo Signore, coloro che hanno abbracciato la Croce con tutte le sue implicazioni. E proprio in questa settimana venereremo dei “colossi” della Fede: S.Giovanni Battista e i SS.Apostoli Pietro e Paolo.


Giovanni, detto il “Battezzatore” (Battista), è figlio di Zaccaria e di Elisabetta, entrambi di stirpe sacerdotale. Sappiamo, dalle parole dell’angelo Gabriele, che Giovanni (il cui nome significa “Dio è propizio”) è concesso ai due coniugi in età avanzata. Già vaticinato nella S.Scrittura come precursore del Messìa, Giovanni incarna il carattere forte di Elìa. La sua missione infatti rassomiglierà “nello spirito e nella potenza” a quella del profeta Elìa, inviato a preparare “un popolo perfetto” per l’avvento del Messìa. Il nascituro avverte la presenza di Gesù “sobbalzando di gioia” nel seno materno in occasione della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Inviato da Dio a “raddrizzare le vie del Signore”, fu santificato dalla grazia divina prima ancora che i suoi occhi si aprissero alla luce. “Ecco – dice Elisabetta – <ripiena di Spirito Santo> a Maria – appena la voce del tuo saluto ha colpito i miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio seno”. Secondo la cronologia suggerita dall’angelo Gabriele (“questo è il sesto mese per Elisabetta”), la nascita del Precursore, come viene anche chiamato S.Giovanni Battista, è stata fissata dalla Chiesa latina tre mesi dopo l’annunciazione e sei mesi prima del Natale. La celebrazione della Natività del Battista è, con quella della nascita di Gesù e di Maria, la sola festività liturgica che la chiesa dedica alla nascita di un Santo. S.Giovanni Battista, scelto a patrono da ben sessantasei città e paesi italiani, è il primo Santo venerato nella chiesa universale con una festa liturgica particolare, in data antichissima. Già S.Agostino (354-430) ci dice che il Santo era commemorato il 24 Giugno nella Chiesa africana.
Oggi in Roma era giorno politurgico, poiché delle quattro Messe in onore del Battista recensite nel Sacramentario Leoniano (VI-VII sec.) (per “Sacramentario” si intende una raccolta antichissima di formulari di Messe), la terza reca appunto il titolo: “Ad fontem”. E’ segno dunque che le altre erano celebrate nella grande basilica del Salvatore (S.Giovanni in Laterano) ed in qualche altro santuario urbano intitolato a S.Giovanni – papa Simmaco (498-514) ne aveva eretto uno anche presso il battistero Vaticano – e che solo la terza Messa era offerta nell’oratorio Lateranense costruito da papa Ilaro (461-468) “Ad fontem”. Di questa primitiva ricchezza della liturgia romana, il Sacramentario Gregoriano (VII sec.) conserva una traccia. Oltre la Messa notturna, vi sono le collette (Colletta: la prima delle preghiere della S.Messa) tanto “in prima Missa”, che per una seconda , verosimilmente la stazionale,celebrate nell’aula del Salvatore.
Anche ai Vesperi ricorre lo stesso ordinamento. Dopo l’Ufficio compiuto nella grande basilica Lateranense il Clero s’incamminava processionalmente a celebrare come il giorno di Pasqua, uno più breve “ad fontes”, di cui il Gregoriano ci conserva la colletta finale. Nessuno si meraviglierà di questa magnificenza dell’antica devozione verso il Battista, quando si rifletta sul ruolo eminente avuto da S.Giovanni nella storia della salvezza come già abbiamo sottolineato. La sua “bolla di canonizzazione” la si trova nello splendido elogio che di lui fece lo stesso Cristo Gesù quando lo indicò alle folle come il più grande tra tutti i profeti e nati da donna, il nuovo Elìa, la lucerna ardente e splendente. Altrettanto antica è la celebrazione della vigilia del Santo, conosciuta già nel Sacramentario Leoniano, soppressa soltanto dal nuovo calendario liturgico.
La melodia dell’antifona all’”Introito” (inizio) della Messa della Vigilia di S.Giovanni è uno dei più squisiti pezzi dell’arte gregoriana, come in genere il canto di quasi tutte le Messe vigiliari, a preferenza delle stesse Messe delle solennità e questo perché, per gli antichi, il Sacrificio solenne al termine della Vigilia notturna era precisamente la Messa festiva dove tutti convenivano. In origine, infatti, era l’unica Messa che si celebrava nei giorni di grande solennità.
Il suo culto ovunque diffuso è caratterizzato, in giugno, dalle ritualità tipiche delle feste del solstizio, quali l’accensione di fuochi e danze e corse intorno e sopra ad essi, che celebravano insieme al Santo che segnò il passaggio dall’Antica alla Nuova Alleanza, dalla promessa alla pienezza dei tempi, il passaggio dalle promesse primaverili di frutti e vita alla pienezza estiva dei raccolti: la sua vigilia veniva quindi celebrata con fuochi e balli, e si restava nei campi per bagnarsi con la rugiada, chiaro richiamo all’acqua battesimale, fatto che costituiva un ottimo auspicio. La simbologia del fuoco è vastissima citiamo ad esempio quella della purificazione perché esternamente attinente a questa Festa: basti ricordare gli incendi dei campi per eliminare le stoppie e gli arbusti così da preparare un terreno fertile che produrrà natura viva e rigogliosa. Ciò logicamente richiama alla mente la penitenza, tanto vissuta e praticata dal Battista, attraverso la quale veniamo ad eliminare da noi, bruciamo le opere morte del Maligno che ci degradano, che ci rendono spiritualmente sterili per divenire invece terreno fertile, accogliente dove la Grazia celeste può attecchire facilmente ed operare meraviglie come appunto nei Santi.
La “Legenda aurea” (antica raccolta di narrazioni della vita dei Santi) riporta i suoi nove speciali privilegi:
  1. la sua nascita fu annunziata dallo stesso angelo che portò l’annuncio a Maria
  2. esultò nel seno materno all’incontro con Gesù
  3. la prima a prenderlo in braccio alla nascita fu Maria
  4. restituì al padre la parola
  5. istituì il Battesimo
  6. annunziò la missione di Gesù
  7. Lo battezzò
  8. Fu da Lui lodato
  9. Annunciò a quanti erano nel Limbo la Sua imminente venuta
Il Suo patronato di cantori e musicisti deriva dal fatto che il monaco Guido d’Arezzo (999ca-1050) definì i nomi delle note prendendoli dalle sillabe iniziali dell’inno dei Vesperi in suo onore composto da Paolo Diacono (dopo il 720- ca 799) monaco cassinese nativo di Cividale del Friuli:
UT queant laxis/ REsonare fibris/ MIra gestorum/ FAmuli tuorum/ SOLve polluti/ LAbii reatum,/ Sancte Ioannes”.
La nota “si” è composta da S (Sancte) e I (Ioannes). Questo dice la prima strofa dell’inno suddetto: “Perché i devoti possano cantare con tutta lena le tue mirabili gesta, togli la colpa che contamina il labbro, o S.Giovanni”. Ricordiamo che UT fu sostituito da DO in Italia nel XVII secolo.
Nella storia della Redenzione, dunque il Battista è tra le personalità più singolari: è l’ultimo profeta ed il primo apostolo in quanto precede il Messìa e gli rende testimonianza. E’ più che un profeta – disse ancora Gesù – Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando il mio messaggero davanti a te per preparare la tua via dinanzi a te”. Fustigatore dell’ipocrisia e del malcostume, pagò col martirio il rigore morale che egli non solo predicava, ma metteva in pratica, senza cedimenti anche di fronte alla minaccia di morte. Il 29 agosto la Chiesa ricorda con una seconda celebrazione liturgica il martirio del Battista, prototipo del monaco e del missionario.

Sabato 29 giugno ricorre la solennità dei SS.apostoli Pietro e Paolo.
Pietro, chiamato prima Simone, figlio di un certo Giona o Giovanni, era originario di Betsaida in Galilea. Dopo il suo matrimonio spostò il suo domicilio a Cafarnao e qui insieme al fratello Andrea esercitava il mestiere di pescatore. Andrea era discepolo di Giovanni Battista ed essendosi un giorno incontrato con Gesù ed avendoLo riconosciuto come Messìa (che significa “Inviato”) condusse a Lui suo fratello Simone che ricevette dal Signore il nome di Pietro. Chiamato poi ad essere discepolo di Gesù, venne ascritto per primo al Collegio Apostolico ed ebbe il primo posto tra loro. Per tre anni seguì da vicino Gesù Cristo, ascoltando i Suoi insegnamenti, presenziando ai Suoi miracoli, ricevendo i più grandi favori e mostrandosi impetuoso e pieno di fede e di amore ardente. Per questo, sebbene per debolezza poi Lo rinnegasse,meritò di essere fatto dal Signore Pastore Supremo di tutta la Chiesa.Nel giorno di Pentecoste per primo predicò coraggiosamente che il Signore Gesù è il Salvatore convertendo circa tremila persone, per primo fece un miracolo nel nome di Gesù Nazareno annunziando sempre apertamente che non v’è salvezza se non in Lui. Dopo varie persecuzioni, imprigionato da Erode Agrippa, fu liberato miracolosamente da un Angelo per approdare poi a Roma e fondarvi la madre di tutte le Chiese. Tornato in Oriente, presiedette il Concilio di Gerusalemme e dopo aver predicato il Vangelo in diversi luoghi andò nuovamente a Roma dove concluse la Sua vita con il glorioso martirio, avvenuto, secondo la tradizione l’anno 67. Fu crocifisso con la testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale. Come scrittore Pietro ci ha lasciato due lettere.

Paolo nacque a Tarso in Cilicia da pii genitori appartenenti alla tribù di Beniamino. L’ottavo giorno dalla nascita fu circonciso e ricevette il nome aramaico di Saulo, il Desiderato, a cui fu poi aggiunto il soprannome romano di Paolo. Alle discipline giudaiche apprese prima in famiglia e poi a Gerusalemme alla scuola del celebre Gamaliele, aggiunse la professione di fabbricatore di tende che poi gli giovò tanto da guadagnarsi il sostentamento senza essere di peso a nessuno. Durante la vita pubblica del Signore sembra sia stato assente da Gerusalemme poiché è certo che non conobbe il Divin Redentore. Ma poco dopo la Pentecoste lo troviamo di nuovo a Gerusalemme ed accortosi del pericolo che correva il Giudaismo, si sentì pieno di zelo per la legge di Mosè, e non contento di approvare la morte di Stefano si mise furiosamente a devastare la Chiesa di Dio. Convertito prodigiosamente sulla via di Damasco, diventò l’Apostolo ed il dottore dei Gentili, cioè dei pagani, che tutti ammiriamo. Dopo aver convertito gran parte della Siria, dell’Asia Minore e della Grecia venne arrestato a Gerusalemme e dopo due anni inviato a Roma per essere giudicato dall’imperatore al quale si era appellato come cittadino romano. Questa prigionìa durò due anni, dopo i quali potè riacquistare la libertà. Allora, secondo molti scrittori si spinse fino in Spagna a predicarvi il Vangelo, probabilmente verso il 64, quindi ritornò in Oriente a visitare le chiese già fondate. Ritornato a Roma, verso la fine del 66, venne subito imprigionato e condannato a morte per decapitazione al II miglio della via Ostiense e qui fu sepolto. La mirabile dottrina di S.Paolo è racchiusa nelle sue stupende tredici lettere.
Oggi si discute ancora se la “Lettera agli Ebrei” sia stata scritta dall’Apostolo delle Genti oppure no.
La solennità dei SS.Pietro e Paolo è una delle più antiche e solenni dell’anno Liturgico. Essa venne inserita nel Santorale ben prima della festa del Natale e vi era già nel IV secolo la costumanza di celebrare in questo giorno tre SS.Messe: la prima nella Basilica di S.Pietro in Vaticano, la seconda in S.Paolo fuori le Mura e la terza nelle Catacombe di S.Sebastiano dove le reliquie dei due Apostoli dovettero essere nascoste per qualche tempo per sottrarle alle profanazioni. C’è un’eco di questa abitudine nel fatto che oltre la S.Messa del giorno è previsto un formulario per la S.Messa vespertina della vigilia per quanto riguarda anche il Rito Nuovo. Dopo la Vergine Santissima sono proprio S.Pietro e S.Paolo, insieme a S.Giovanni Battista i Santi ricordati più frequentemente e con maggiore solennità nell’Anno Liturgico: oltre alla festa del 29 giugno ci sono infatti le ricorrenze del 25 gennaio (conversione di S. Paolo), 22 febbraio (Cattedra di S.Pietro) e 18 novembre (dedicazione delle Basiliche dei SS:Pietro e Paolo). Sembra poi che la festa del 29 giugno sia stata la “Cristianizzazione” di una ricorrenza pagana che esaltava la figura di Romolo e Remo, i due mitici fondatori della Città Eterna. S.Pietro e S.Paolo, infatti, pur non essendo stati i primi a portare la fede a Roma, sono realmente i fondatori della Roma cristiana: l’antico inno liturgico “Decora lux aeternitatis” li definisce “Romae Parentes” (procreatori di Roma) che “fundata tali Sanguine” “celsum verticem devotionis extulit” (fondata da tale sangue innalza il vertice eccelso di devozione) così come recita un altro inno. La Parola ed il Sangue sono il seme con cui i SS.Pietro e Paolo, uniti a Cristo, hanno generato e generano la Roma cristiana e la chiesa intera.

In questo giorno così solenne ricordiamo nella nostra preghiera con filiale e profondo affetto il Santo Padre, il Papa, successore di S.Pietro. Con gratitudine chiediamo al Signore che lo ricolmi di ogni grazia e benedizione perché il Suo altissimo Magistero sia sempre così luminoso ed incida efficacemente nelle coscienze di ciascuno di noi.

E’ da sottolineare che la nostra chiesa ha un dovere, almeno morale, di festeggiare con particolare solennità S.Pietro e venerarLo come Compatrono poiché il titolo che le compete di “Cappella Civica di Trieste” viene ad ereditarlo, su istanza del Comune, previi accordi con la Curia, dall’antica chiesa di S.Pietro edificata nel 1367 la quale si fregiava di tale titolo suddetto e che fungeva inoltre da aula di giustizia per le cause civili. Venne demolita nella seconda metà del XIX secolo perché giudicata inappropriata e per far luogo all’attuale Piazza dell’Unità d’Italia. Gli arredi sacri furono trasferiti nella nostra chiesa che riassunse il nome di “Beata Vergine del Rosario” dopo la non breve parentesi (1785-1870) in cui fu di proprietà della Comunità evangelica di confessione augustana a seguito delle soppressioni giuseppine e perciò adibita al culto protestante e dedicata alla SS.Trinità. Acquistata dal Comune di Trieste fu riconsacrata il 1° febbraio 1871 dall’allora Vescovo, Mons. Bartolomeo Legat, alle ore 9 del mattino alla presenza della Municipalità e del Podestà Massimiliano d’Angeli.
Per “Cappella Civica” si intende il luogo di culto, cioè la chiesa di proprietà del Comune e dallo stesso deputata ad essere luogo in cui festeggiare religiosamente avvenimenti ed anniversari significativi inerenti la Municipalità o, più ampiamente, la città stessa. L’istituzione “Cappella Civica” così come sopra descritta, non va confusa con il Coro denominato “Cappella Civica”, dal 1538 sostenuto economicamente dal Comune perché animasse le Liturgie della Cattedrale di S.Giusto. Infine si vuol far notare che sulla parete destra della nostra chiesa, in prossimità del presbiterio, si conserva una grande tela, dipinta nel 1630 dal pittore veneziano Sante Peranda, che raffigura il Principe degli Apostoli mentre estrae dalla bocca di un pesce appena pescato la moneta del tributo, quadro appartenuto all’antica chiesa di S.Pietro.

Per l’importante occasione della solennità del 29 giugno p.v., Natalizio dei SS.Apostoli Pietro e Paolo la nostra Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì ha preparato una S.Messa veramente monumentale e di grande effetto composta da Joseph Gabriel Rheinberger (1839-1901), la Messa “Ad Cantus Missae” Op. 109 per doppio coro a 8 voci. Ai Vesperi sarà eseguito, dopo la loro conclusione, un Inno in onore di S.Pietro il cui testo è stato composto dal prof. Dott. Giulio Micheli da appena qualche settimana e proprio per la nostra chiesa, tenendo presente le vicende storiche della Cappella Civica ora dedicata alla B.V. del Rosario, mentre la musica preesistente è stata rielaborata dal dott. Marco Plesnicar.
La musica della breve Antifona in onore dei due grandi Apostoli, che sarà eseguita dopo il suddetto Inno, è di composizione maltese e risale al XIX secolo mentre il testo è desunto dalla Liturgia.
In tale data festeggeremo anche l’onomastico del prof. Can. Pietro Zovatto a cui vanno i nostri più sentiti e cordiali auguri.

Ricordiamo, dunque, per l’entrante settimana:

Domenica 23 giugno: ore 18.30 nella piazzetta antistante la chiesa, benedizione del Fuoco in
occasione dell’apertura della solennità della Natività di S.Giovanni Battista.
Seguiranno i primi Vesperi solenni in onore del Santo.
Lunedì 24 giugno: Solennità della Natività di San Giovanni Battista
Ore 09.00 S.Messa cantata in latino
È presente la Corale parrocchiale
Venerdì 28 giugno: Vigilia dei SS.Apostoli Pietro e Paolo
Ore 09.00 S.Messa cantata in latino
E’ presente la Corale parrocchiale
Ore 18.30 Primi Vesperi della Solennità dei SS.Apostoli Pietro e Paolo.
Inno ed Antifona.
Saranno presenti i tenori Mathia Neglia e Raffaele Prestinenzi ed
il baritono Tiziano Vojtissek
Sabato 29 giugno: Solennità dei SS.Apostoli Pietro e Paolo. (Non è festa di precetto)
Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo domenicale)
Ore 19.00 S.Messa solenne d’orario in latino (assolve il precetto festivo domenicale)
Sarà eseguita dalla Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì la Messa “Ad
Cantus Missae” di J.G.Rheinberger Op.109 per doppio coro a 8 voci.

Anticipiamo:

Domenica 30 giugno: SS.Messe ore 09.00 – 11.00
Al termine della S.Messa delle ore 09.00 inaugurazione di una targa
commemorativa in ricordo di Mons. Antonio Dessanti posta sul banco davanti
all’Altare dei Caduti.
Ore 18.30 Vesperi solenni dei SS.Apostoli Pietro e Paolo.
Inno ed Antifona
Saranno presenti i tenori Mathia Neglia e Raffaele Prestinenzi ed
il baritono Tiziano Vojtissek.

A tutti i saluti più cordiali e la paterna benedizione

Don Stefano Canonico

03 giugno 2013

Bollettino parrocchiale: Corpus Domini - 2 giugno 2013

L’introduzione di questa festa risale al XIII secolo per opera specialmente della monaca Giuliana di Retinnes presso Liegi nel Belgio (1193-1258):

            Urbano IV, a seguito del celeberrimo miracolo di Bolsena in cui l’Ostia consacrata stillò sangue sul Corporale, con bolla dell’8 agosto 1264 fissava questa festa al giovedì dopo la solennità della SS.Trinità e incaricava S.Tommaso d’Aquino di comporre l’Ufficio e la Messa.

            L’aspirazione, più o meno cosciente, dell’umanità è l’unione con Dio e Lui ha risposto a questo desiderio fin da quando era su questa terra con un dono eccezionale con il donarsi, cioè, all’uomo sotto le Sacre Specie, nell’augustissimo Sacramento dell’Altare. Quindi il Corpus Domini non è solamente festa del Signore ma anche dell’uomo che unendosi a Lui trova la piena realizzazione di sé stesso.

Durante la settimana, e precisamente venerdì prossimo si festeggerà la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. E’ perciò importante fornire una, seppur breve, panoramica sui fondamenti e sul significato di questa Festa.

Il venerdì che segue la seconda domenica dopo Pentecoste (cioè il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini) la Chiesa celebra la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Oltre alla celebrazione liturgica, molte altre espressioni di pietà hanno come oggetto il Cuore di Cristo. Come hanno spesso ricordato i Romani Pontefici, la devozione al Cuore di Cristo ha un solido fondamento nella Scrittura. Gesù che è uno con il Padre invita i Suoi discepoli a vivere in intima comunione con Lui, ad assumere la Sua persona e la Sua parola come norma di condotta e rivela se stesso come “maestro” “mite ed umile di cuore”. Si può dire, in un certo senso, che la devozione al Cuore di Cristo è la traduzione in termini culturali dello sguardo che, secondo la parola profetica ed evangelica, tutte le generazioni cristiane volgeranno a Colui che hanno trafitto, cioè al Cristo trafitto nel costato dalla lancia, dal quale scaturì sangue ed acqua, simbolo del “mirabile sacramento di tutta la Chiesa” (S.Agostino). Il testo giovanneo che narra l’ostensione delle mani e del costato di Cristo ai discepoli e l’invito da Lui rivolto a Tommaso di stendere la sua mano e di metterla nel Suo costato ha avuto anch’esso un notevole influsso nell’origine e nello sviluppo della pietà ecclesiale verso il Sacro Cuore. Il Medioevo è stato un’epoca particolarmente feconda per lo sviluppo della devozione al Cuore del Salvatore. Uomini insigni per santità e dottrina, come S.Bernardo (+1153), S.Bonaventura (+1274), e mistici come S.Lutgarda (+1246), S.Matilde di Magdeburgo (+1282), le sante sorelle Matilde (+1299) e Gertrude (+1302) del monastero di Helfta, Ludolfo di Sassonia (+1378), S.Caterina da Siena (+1380) approfondirono il mistero del Cuore di Cristo. Nell’epoca moderna il culto del Cuore del Salvatore conobbe nuovi sviluppi. In un tempo in cui il giansenismo proclamava i rigori della giustizia divina, la devozione al Cuore di Cristo costituì un efficace antidoto per suscitare nei fedeli l’amore al Signore e la fiducia nella Sua infinita misericordia, di cui il Cuore è pegno e simbolo. S.Francesco di Sales (+1622), che assunse come norma di vita ed apostolato l’atteggiamento fondamentale del Cuore di Cristo, cioè l’umiltà, la mansuetudine, l’amore tenero e misericordioso; S.Margherita Maria Alacoque (+1690), a cui il Signore mostrò ripetutamente le ricchezze del Suo Cuore; S.Giovanni Eudes, promotore del culto liturgico al Sacro Cuore, S.Claudio de la Colombière, S.Giovanni Bosco (+1888) ed altri Santi sono stati insigni apostoli della devozione al Sacro Cuore.

 

 

 

 

 

Ricordiamo per l’entrante settimana:

Domenica 2 giugno: SS.Messe ore 09.00-11.00

                                   Ore 18.00 Mons. Arcivescovo celebrerà la S.Messa nella chiesa di S.Giacomo

                                    Apostolo. Al termine si terrà la Processione Eucaristica cittadina che

                                    raggiungerà il piazzale di S.Giusto dove l’Arcivescovo pronuncerà la sua omelia

                                    ed impartirà la Benedizione Eucaristica.

Al pomeriggio la nostra chiesa rimarrà chiusa.

Venerdì 7 giugno: Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

                                    I^ Venerdì del Mese

                                   Ore 09.00 S.Messa d’orario

                                   Ore 18.30 Adorazione Eucaristica

                                   Ore 19.00 S.Messa in latino “coram Exposito”.

 Al termine verranno cantate le Litanie del S.Cuore ed inoltre verrà recitato l’Atto di Riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù a cui, per l’odierna occasione è annessa l’Indulgenza Plenaria alle solite condizioni (Confessione e Comunione Sacramentali quanto prima, recita di un “Pater”, “Ave” e “Gloria” secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Per chi desidera compiere, inoltre, la pia pratica dei Primi Nove Venerdì del Mese, dopo essersi confessato  deve comunicarsi in questo giorno)

Sabato 8 giugno: Festa del Cuore Immacolato di Maria.

                            Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo)

                            Ore 19.00 S.Messa d’orario in latino cantata (assolve il precetto festivo)

            Verrà celebrata la S.Messa del S.Cuore traslata dal venerdì poiché secondo il Rito Romano antico le rubriche concedono di poter celebrare la domenica successiva questa importantissima solennità per comodità dei fedeli che fossero stati impossibilitati a parteciparvi in giorno lavorativo.

            Riproponiamo il calendario delle celebrazioni liturgiche particolari per il mese di giugno

 

Domenica 9 e 16 giugno: ore 18.30 Coroncina del S.Cuore, breve catechesi, Litanie del S.Cuore e

                                          Benedizione Eucaristica. Saranno presenti i tenori Raffaele Prestinenzi,

                                          Mathia Neglia e il baritono Tiziano Vojtissek.

Domenica 23 giugno: ore 18.30 Benedizione del Fuoco in occasione dell’apertura della Solennità

                                     della Natività di S.Giovanni Battista. Faranno immediatamente seguito i primi

                                     Vesperi solenni in onore di S.Giovanni.

Sabato 29 giugno: Solennità dei SS.Apostoli Pietro e Paolo

                                   Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo domenicale)

                                   Ore 19.00 S.Messa d’orario solenne in latino (assolve il precetto festivo

                                   domenicale). E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì

Domenica 30 giugno: ore 18.30 Vesperi solenni in onore dei SS.Apostoli Pietro e Paolo.

                                    Al termine verranno eseguiti l’Inno e l’Antifona in onore dei SS.Apostoli.

                Saranno presenti i tenori Raffaele Prestinenzi , Mathia Neglia e il baritono Tiziano Vojtissek.

 

Da domenica 2 giugno a domenica 25 agosto compresa ed anche il 15 agosto (Assunzione della B.V. Maria al Cielo) è sospesa la S.Messa delle ore 17.30.

Tranne il 2 giugno rimane invece fissa alle ore 18.30, la Funzione vespertina.

 

SalutandoVi e paternamente benedicendoVi

 

Don Stefano Canonico