09 giugno 2012

Bollettino parrocchiale: Corpus Domini - 10 giugno 2012


 L’introduzione di questa festa risale al XIII secolo per opera specialmente della monaca Giuliana di Retinnes presso Liegi nel Belgio (1193-1258).
Urbano IV, a seguito del celeberrimo miracolo di Bolsena in cui l’Ostia consacrata stillò sangue sul Corporale, con bolla dell’8 agosto 1264 fissava questa festa al giovedì dopo la solennità della SS.Trinità e incaricava S.Tommaso d’Aquino di comporre l’Ufficio e la Messa.
L’aspirazione, più o meno cosciente, dell’umanità è l’unione con Dio e Lui ha risposto a questo desiderio fin da quando era su questa terra con un dono eccezionale con il donarsi, cioè, all’uomo sotto le Sacre Specie, nell’augustissimo Sacramento dell’Altare. Quindi il Corpus Domini non è solamente festa del Signore ma anche dell’uomo che unendosi a Lui trova la piena realizzazione di sé stesso.

Il 13 giugno p.v. celebreremo la festa di S.Antonio da Padova.
Impariamo a conoscere e ad amare i Santi:
Il 13 giugno si festeggia S.Antonio da Padova, il Santo dei miracoli. Antonio il cui nome anagrafico è Fernando de Bulloes y Taveira de Azevedo, nacque a Lisbona verso il 1195. Entrato quindicenne nella collegiata dei Canonici regolari di S.Agostino, in soli nove mesi approfondì a tal punto lo studio della Sacra Scrittura da essere chiamato più tardi da papa Gregorio IX “arca del Testamento”. Alla cultura teologica unì quella filosofica e scientifica, molto viva per l’influsso della filosofia araba. Passò più tardi nell’Ordine francescano assumendo il nome di Antonio Olivares. Fu assegnato alla provincia francescana della Romagna e condusse vita eremitica in un convento presso Forlì. Adibito alle umili mansioni di cuoco, frate Antonio visse nell’ombra finchè i suoi superiori, accortisi delle sue straordinarie doti di predicatore, lo tolsero dall’eremo e lo inviarono per l’Italia settentrionale e in Francia a predicare nelle zone in cui era più diffusa l’eresia degli Albigesi. Antonio ebbe infine fissa dimora nel convento dell’Arcella, a un chilometro dalle mura di Padova. Nel 1231, l’anno in cui la sua predicazione toccò i vertici di intensità e fu caratterizzata da contenuti sociali, Antonio fu colto da malore e dal convento di Camposampiero venne trasportato a Padova sopra un carro di fieno. Spirò all’Arcella il 13 giugno 1231. Il “Santo” per antonomasia, com’è chiamato a Padova, fu canonizzato nella Pentecoste del 1232, sulla spinta di una popolarità che si sarebbe allargata di epoca in epoca.

03 giugno 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica dopo la Pentecoste, Santissima Trinità - 3 giugno 2012


La festa della SS.Trinità è venuta a stabilirsi nel ciclo liturgico solo dopo molto tempo. Nacque nei primi secoli del Medioevo per opera specialmente dei monaci che cominciarono a celebrarla nei loro monasteri, da cui si estese a poco a poco alle singole diocesi e finalmente alla Chiesa Romana per mezzo di Papa Giovanni XXII, che nel 1334 la dichiarava festa universale.
L’Abate di Solesm, il grande liturgista D.P.Guéranger affermava: “Il giorno della Pentecoste abbiamo visto gli Apostoli ricevere lo Spirito Santo e, fedeli all’ordine del divin Maestro, mettersi subito in viaggio per andare ad ammaestrare tutte le nazioni e battezzarle nel nome della SS.Trinità. Era dunque conveniente che la festa di Dio Uno e Trino seguisse immediatamente la Pentecoste cui si connette con misterioso vincolo”.
Noi creati ad immagine e somiglianza di Dio impegnamoci ad amare come Lui ci ama e riflettere così nel mondo l’immagine della SS.Trinità.

Ricordiamo per l’entrante settimana:
Dal 02 al 10 giugno si celebrerà la Settimana Eucaristica Diocesana (consultare il pieghevole messo a disposizione in fondo alla chiesa per i vari appuntamenti giornalieri)
Domenica 3 giugno ore 18.30 Vesperi solenni, Litanie del S.Cuore, “Tredicina” in onore di S.Antonio e
Benedizione Eucaristica.
Giovedì 7 giugno: Solennità del “Corpus Domini” (La Festa viene però trasferita a domenica 10 giugno)
Ore 09.00 S.Messa cantata in latino (è presente la Corale parrocchiale diretta dal M°
Elìa Macrì).
Al termine Esposizione Eucaristica ed Adorazione fino alla sera senza interruzione
in occasione della settimana Eucaristica Diocesana.
Ore 18.30 Vesperi solenni, Litanie del S.Cuore, “Tredicina” in onore di S.Antonio
Benedizione Eucaristica

27 maggio 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica di Pentecoste - 27 maggio 2012


La festa di Pentecoste risale ai primordi della Chiesa ed è destinata, come si sa, a ricordare la discesa dello Spirito Santo su Maria Santissima, gli Apostoli, i discepoli e le pie donne, in tutto 120 persone, avvenuta 50 giorni dopo la Risurrezione del Signore, nel Cenacolo, verso le ore nove del mattino.
La Pentecoste segna la fondazione definitiva, il consolidamento della Chiesa fondata da Gesù Cristo, la sua “presa di possesso” da parte dello Spirito Santo che la rende divinamente feconda, la promulgazione della nuova legge dell’amore, il battesimo di fuoco degli Apostoli. La festa di Pentecoste sebbene quanto a dignità sia pari alla Pasqua, non ha però solennità liturgiche che la precedono o susseguono poiché è il punto di conclusione di quel periodo di tempo che inizia, appunto, con la Pasqua e che viene a denominarsi “Tempo pasquale” caratterizzato, comprensibilmente, da un continuo richiamo alla gioia.
Lo Spirito Santo discese sotto forma di fiammelle perché Egli nel Suo essere è fiamma che accende, a forma di lingua perché la parola sarà il mezzo attraverso cui si propagherà il divino incendio nel mondo. A rappresentare in modo vivo la discesa dello Spirito Santo, il Medioevo ebbe ritrovati ingegnosi e molto espressivi, come quello di far volare una colomba tra lo strepito di trombe durante la S.Messa e di gettare dall’alto della chiesa fiocchi di cotone accesi e foglie di rose, da cui venne alla Pentecoste il nome di Pasqua delle rose.
Lasciamoci infiammare da questo sacro fuoco perché bruci in noi ogni resistenza alla grazia di Dio e sull’esempio della B.V. Maria essere docili collaboratori della sua santa volontà.


Impariamo a conoscere meglio lo Spirito Santo.

Lo spirito Santo nella Trinità
La fede cattolica è questa: “che noi veneriamo un solo Dio nella Trinità e la Trinità nell’Unità, non confondendo le persone, né separando la sostanza…”
- Il Padre da nessuno è stato fatto, né creato, né generato.
- Il Figlio è soltanto dal Padre, ma non è fatto né creato, bensì generato.
- Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio; ma non è fatto, né creato, né generato, ma procede da
solo (Simb. Atanas)
Lo Spirito Santo è dunque la terza persona della SS.Trinità. In tutto uguale al Padre e al Figlio. Egli è l’amore vivente del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre. Non minore, non maggiore; non anteriore, né posteriore; coetaneo e coeguale; degno perciò di tutte le nostre adorazioni.
Essendo un solo Dio, le tre Divine Persone hanno comuni le operazioni; pur tuttavia al Padre sono attribuite le opere di potenza (creazione), al Figlio quelle di sapienza (redenzione), allo Spirito Santo quelle di amore (santificazione).
Questi principi dogmatici formano la sostanza del Nuovo Testamento, la base del cristianesimo e di tutti il culto cattolico. La fede infatti e il culto si riferiscono a Dio Creatore, a Gesù Redentore e allo Spirito Santo vivificatore della Chiesa e santificatore delle anime.

Lo Spirito Santo nella Chiesa
Prima di salire al cielo, Gesù aveva promesso agli Apostoli: “Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore affinchè, rimanga con voi in eterno, lo Spirito di Verità”(Giov. 14,16).
Nel giorno della Pentecoste lo Spirito Santo, realizzando la promessa del Maestro, discese visibilmente nel Cenacolo, prendendo solenne possesso della Chiesa, Corpo mistico di Cristo.
Da allora la Chiesa si è propagata su tutta la terra ed è diventata il regno di Gesù, regno vivificato dallo Spirito Santo. Egli è nella Chiesa ciò che l’anima è per il corpo: lo spirito che la vivifica, che ne
salvaguarda l’unità pur producendo in essa effetti molteplici e vari, e che le apporta ogni vigore e bellezza.
Nei primi secoli si manifestava visibilmente ai battezzati e concedeva loro grazie meravigliose, quali il dono della scienza, delle guarigioni, dei miracoli, delle profezie, del discernimento degli spiriti, delle lingue ecc.(Cfr.I Cor. 12,4 seq.).
Ora rimane nella Chiesa in modo permanente, esercitandovi un’azione incessante di vita e di santificazione. La rende infallibile nelle verità, costituendola maestra di fede e di morale a tutte le genti, l’assiste nel suo itinerario di conquista, l’arricchisce di inesauribile fecondità spirituale, la sostiene e la fa invitta nella lotta contro le forze dell’inferno e l’abbellisce di una stupenda fioritura di santi.
Egli feconda le acque del Battesimo, conferma il cristiano nella Cresima, rimette i peccati, opera il mistero della transustanziazione, consacra i sacerdoti, assiste i moribondi e unisce gli sposi nel Matrimonio.
“Man mano che la Chiesa – Sposa di Cristo – avanza nella gloriosa sua storia, il Paraclito incessantemente discende per operare in lei sempre novelli prodigi. Essendo l’anima della Chiesa, Egli presiede alla circolazione del Sangue divino che alimenta le sue membra. Sembra che ogni nuova festa di Pentecoste formi una di queste vibranti e sonore pulsazioni che portano sempre più lontano il corso del Sangue redentore.
Ogni volta che la solennità del Cenacolo riluce sul cielo, lo Spirito che soffia dove vuole, sceglie nuovi popoli per incorporarli al Cristo” (Rivista benedett., 1888, pag. 192)
“O santa Chiesa Cattolica, per la grazia dello Spirito Santo, io credo che tu sei, che tu vivi, che tu soffri, combatti e preghi, e le tue tende spieghi dall’uno all’altro mar” (Pio XII ai Quaresimalisti di Roma, 17 febbr. 1942)

Lo Spirito Santo in noi
La sua misteriosa azione interiore è incessante. Venuto ad abitare in noi nel Battesimo, e più completamente nella Cresima, vi rimane, dolce ospite dell’anima, pieno di amore e di bontà, per aiutarci, illuminarci, fortificarci, per regolare ogni nostra attività soprannaturale e per effettuare la nostra santificazione.
Ci dà la grazia santificante, che cancella la colpa, deifica la nostra natura e ci rende templi vivi di Dio.
Ci concede le grazie attuali: luci e forze necessarie per conoscere, volere ed operare il bene.
C’infonde le tre virtù teologali (fede,speranza e carità) che sono le virtù proprie del cristiano, e le virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza) che ci aiutano nella lotta contro gli ostacoli che si oppongono in noi alla vita divina.
Ci elargisce i suoi doni di sapienza e di intelletto, di consiglio e di fortezza, di scienza, di pietà e di timor di Dio, che sono altrettante disposizioni soprannaturali suscitate in noi per meglio disporci alle altezze della perfezione cristiana.
Ci comunica infine i suoi frutti che, secondo S.Paolo ai Galati (5,2 seq), sono: l’amore, la gioia, la pace, la pazienza, la benignità, la bontà, la longanimità, la mitezza, la fede, la moderazioni, la continenza, la castità.
Quanta ricchezza di doni divini!
Se ci pensassimo!

Ricordiamo per l’entrante settimana:

20 maggio 2012

Bollettino parrocchiale: Ascensione del Signore - 20 maggio 2012


Celebriamo oggi solennemente, trasferita da giovedì scorso, la Solennità dell’Ascensione del Signore al Cielo. Questo avvenimento ci ricorda che Gesù è glorificato alla destra del Padre con la sua natura umana, quella natura che ha assunto nel momento del concepimento ad opera dello Spirito Santo nel grembo purissimo della Beata sempre Vergine Maria. Tutto ciò che il Verbo incarnato ha assunto, ha redento e santificato, dunque anche il nostro corpo è destinato alla gloria del Paradiso. Tutto l’uomo, anima e corpo, ha come meta, come fine ultimo la beatitudine eterna, così ci dimostra nel mistero grande e mirabile dell’Ascensione il Signore Gesù, se, però, Lo avremo accolto nella nostra vita come l’Ospite più importante, il dono più prezioso. La Vergine benedetta ci ottenga le grazie necessarie per comprendere quale meraviglioso destino ci è riservato nell’aldilà.

Durante l’entrante settimana ricordiamo:

Domenica 20 maggio ore 18.30: Vesperi solenni dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Cielo,
canto delle Litanie in onore della Madonna e Benedizione Eucaristica:
Durante la settimana prosegue alle ore 18.30, la recita del S.Rosario e la Novena solenne di Pentecoste

Martedì 22 maggio: Festa di S.Rita da Cascia, la Santa degli impossibili, l’Avvocata dei casi disperati
Dopo la S.Messa delle ore 09.00 e la Funzione delle 18.30 ci sarà la benedizione delle rose in onore della Santa.

Venerdì 25 maggio alle ore 17.30: S.Messa mensile a suffragio di Mons. Antonio Dessanti

Anticipiamo:
Sabato 26 maggio ore 19.00: S.Messa solenne di Pentecoste. Verrà eseguita la “Missa S.Nicolai” di F.J. Hajdn
per Coro, Solisti ed Orchestra, diretti dal M° Elìa Macrì. E’ presente la Corale
parrocchiale
Domenica 27 maggio: Pentecoste
ore 18.30 Vesperi solenni con salmi musicati da C.Monteverdi (1567-1643) ed il
Magnificat” composto da F.Cavalli (1602-1676). Il tutto eseguito dai solisti della nostra
Corale parrocchiale, da due violini e dal basso continuo diretti dal M° Elìa Macrì.

A tutti, come di consueto, il mio saluto e la paterna benedizione

Don Stefano Canonico

17 maggio 2012

13 maggio 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica VI di Pasqua - 13 maggio 2012


Vangelo: Gv 15,9-17

Seguiamo ancora l’insegnamento di S.Agostino.
<Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi: rimanete nel mio amore> “Ecco l’origine di tutte le nostre buone opere. Quale origine potrebbero avere, infatti, se non la fede che opera mediante l’amore? E come potremmo noi amare, se prima non fossimo amati? Lo dice molto chiaramente, nella sua lettera questo medesimo Evangelista:< Amiamo Dio, perché Egli ci ha amati per primo.> L’espressione poi < come il Padre ha amato me così anch’io ho amato voi>, non vuole significare che la nostra natura è uguale alla Sua, così come la Sua è uguale a quella del Padre, ma vuole indicare la grazia per cui l’uomo Cristo Gesù è mediatore tra Dio e gli uomini. E’ appunto come mediatore che Egli si presenta dicendo:<come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi>. E’ certo, infatti, che il Padre ama anche noi,ma ci ama in Lui; perché ciò che glorifica il Padre è che noi portiamo frutto nella vite, cioè nel Figlio, e diventiamo così Suoi discepoli…E’ l’amore che ci fa osservare i comandamenti, oppure è l’osservanza dei comandamenti che fa nascere l’amore?...Non siamo noi che prima osserviamo i comandamenti di modo che Egli venga ad amarci, ma il contrario: se Egli non ci amasse, noi non potremmo osservare i Suoi comandamenti. Questa è la grazia che è stata rivelata agli umili mentre è rimasta nascosta ai superbi.”

Continua il Mese di Maggio dedicato alla particolare venerazione della Vergine Santissima, ed il 13 di questo mese ricordiamo la prima delle Sue apparizioni ai pastorelli di Fatima in cui la Madonna sottolineava con forza il dovere di pregare per la conversione dei peccatori.