27 marzo 2011

Il progetto di Rosmini per l'Unità d'Italia - di don Pietro Zovatto


Il processo e il problema del Risorgimento italiano, aspirazione comune delle personalità intellettuali emergenti nell’Italia del XIX secolo, viene dal Rosmini affrontato in diverse opere : Costituzione secondo la giustizia sociale (marzo 1848), e Sull’Unità d’Italia, appendice a questa costituzione, pubblicata tempestivamente dopo le Cinque Giornate di Milano. Per quanto concerne la Costituzione per il Regno dell’Alta Italia in realtà non si tratta di una costituzione in senso tecnico, ma di articoli usciti nel “Risorgimento” (usciti nel corso del 1848), periodico diretto da Camillo Benso di Cavour, ove si fanno riflessioni generali e storiche sul progetto e sul movimento liberale che aveva per finalità l’unione della Penisola. Appare come una vasta summa giuridica, filosofica e morale, che solo nel Piemonte poteva trovare la sua culla naturale. Su questo problema egli risente l’influenza di Gioberti, ma affronta la questione unitaria con più tecnicismo, sia filosofico che giuridico, in particolare nella Costituzione secondo la giustizia sociale.

LA PERSONA COME DIRITTO SUSSISTENTE
Per comprendere in quali termini il Rosmini progettasse l’unità della penisola, considerata dalla diplomazia europea “una mera espressione geografica”, è necessario approfondire i principi giuridici che reggono l’architettura dell’ipotesi unitaria del progetto Italia “in fieri”. Oltre che essere un fine analista della “histoire événementielle”, Rosmini appare anche un acuto filosofo del diritto, e indica nell’individuo visto come persona, il primo fondamento della costruzione giuridica della società che tende ad organizzarsi in uno stato unitario dalla Alpi alla Sicilia. Per il Rosmini la persona è in sé stessa portatrice di due caratteristiche essenziali, che emanano dalla sua essenza, date dalla sua irripetibile “individualità” e dalla sua natura di “socialità”. Questi due aspetti costitutivi del suo essere si sviluppano nell’ambito della suo dinamismo e lo spingono, tramite la razionalità, e la coscienza, alla verità, al senso del bene e del male, che sfocia nella eticità e quindi alla condizione della felicità.

30 marzo 2010

Introduzione all'Ufficio delle Tenebre

L’Ufficio divino che si recita durante i giorni del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo, ritiene più di ogni altro dell’antica semplicità, più di tutti contiene molti e sublimi misteri, che meritano di essere bene intesi, per poter trarne miglior vantaggio spirituale. In esso i sentimenti di lutto per la prossima passione e morte del Redentore si fondono insieme a quelli dell’affetto verso di Lui, innocente vittima; sicché colui che attentamente e devotamente vi assiste, sente riempirsi l’anima di sgomenta compunzione, ma altresì di suprema e salutare consolazione.
All’Ufficio di questi tre giorni è rimasto l’antico nome di Ufficio delle Tenebre: non solamente perché si recita durante la notte, non soltanto in quanto termina a lumi spenti ed è Ufficio di lutto, che ci rappresenta i funerali del Redentore, ma anche e soprattutto perché in questo triduo si ricordano le tenebre sensibili che si sparsero sulla terra alla morte del Redentore, nonché le tenebre intellettuali che offuscarono la mente dei suoi nemici che non lo riconobbero, ma anche dei suoi discepoli che lo abbandonarono.

29 marzo 2010

Celebrazioni di Aprile presso la chiesa B.V. del Rosario - Cappella Civica - Trieste

Giovedì 1
Giovedì Santo.
Ore 18: S. Messa solenne "in Coena Domini", processione finale per riporre il SS. Sacramento.
Ore 21: Solenne Mattutino detto delle "tenebre".

Venerdì 2
Venerdì Santo.
Ore 15: Via Crucis cantata solenne.
Ore 18: Solenne Azione Liturgica (Adorazione della Croce).
Ore 21: Solenne Mattutino detto delle "tenebre".

Sabato 3, ore 21
Sabato Santo.
Veglia Pasquale: Benedizione del Fuoco, accensione del cero pasquale, annuncio della Pasqua, Liturgia della Parola e Prima S. Messa di Pasqua.

Da Mercoledì Santo fino al lunedì dopo la S. Pasqua tutte le SS. Funzioni saranno animate dal Coro "Sospiri" di Oxford diretto dal M° Chris Watson. Professionisti di altissimo livello e già cantori dell'Abbazia di Westminster.

19 marzo 2010

Celebrazioni di Marzo presso la chiesa B.V. del Rosario - Cappella Civica - Trieste

Venerdì 5: I° Venerdì del mese
Ore 18.30: Via Crucis.
Ore 19: S. Messa con cantici in onore del Cuore Sacratissimo di Gesù.

Sabato 6, ore 19
Domenica III di Quaresima e I del mese. S. Messa con cantici.
Al termine canto del "De profundis" a suffragio di tutti i Defunti.

Domenica 7, ore 18.30
Via Crucis solenne composta e musicale da S. Leonardo da Porto Maurizio, al termine Benedizione con la Reliquia della S. Croce e bacio della medesima.

Celebrazioni di Febbraio presso la chiesa B.V. del Rosario - Cappella Civica - Trieste

Martedì 2, ore 19
Solenne benedizione delle candele e S. Messa cantata. "Proprio" e Ordinario in gregoriano.

Venerdì 5, ore 19
I° Venerdì del mese. S. Messa con cantici "coram Exposito" e Benedizione Eucaristica.

Sabato 6, ore 19
Domenica di Sessagesima. S. Messa con cantici composta da M. Haydn.

Domenica 7, ore 18.30
S. Rosario, breve catechesi e Benedizione Eucaristica.

28 gennaio 2010

Avviso - Trigesimo mons. Piani

Domenica 31 gennaio prossimo presso la Cappella Civica della B.V. del Rosario in Trieste, alle ore 18.30 saranno cantati i solenni Vesperi dei Defunti, con assoluzione al tumulo, seguiti dalla Benedizione Eucaristica, in occasione del trigesimo della pia morte di mons. Silvano Piani, compianto titolare della chiesa arcipretale di s. Giorgio Martire in Lucinico (Gorizia) dal 1957 al 2006, canonico del capitolo Metropolitano Teresiano di Gorizia, protonotario apostolico, mancato alla scena di questo mondo lo scorso 28 dicembre.

Sacerdote buono e fedele, nato nel 1924 e consacrato nel 1947, ha servito sino alla propria consunzione il gregge affidatogli, amando tutti e tutti aiutando, nelle opere e nella dottrina. Fedele alla liturgia ed alla tradizione bimillenaria della Chiesa, affezionato al rito romano tradizionale, è stato custode ed interprete dell’autentico spirito cristiano del suo popolo, che in lui ha trovato un pastore, una guida, un amico. Durante gli ultimi anni il Signore lo ha saggiato con il dono di un’infermità debilitante, chiamandolo ad offrire se stesso come olocausto: la sua adesione all’esempio del Maestro è stata piena. La di lui dipartita lascia un vuoto incolmabile nel presbiterio diocesano: fedeli ed amici desiderano raccomandarlo alle preghiere comuni, perché, concluse le fatiche apostoliche, la sua anima venga accolta nella gioia eterna al canto delle immortali parole: “Euge serve bone et fidelis, quia super pauca fuisti fidelis, supra multa te constituam, intra in gaudium Domini tui”(Mt. 25,21).
La sua memoria resta in benedizione.