Il processo e il problema del Risorgimento italiano, aspirazione comune delle personalità intellettuali emergenti nell’Italia del XIX secolo, viene dal Rosmini affrontato in diverse opere : Costituzione secondo la giustizia sociale (marzo 1848), e Sull’Unità d’Italia, appendice a questa costituzione, pubblicata tempestivamente dopo le Cinque Giornate di Milano. Per quanto concerne la Costituzione per il Regno dell’Alta Italia in realtà non si tratta di una costituzione in senso tecnico, ma di articoli usciti nel “Risorgimento” (usciti nel corso del 1848), periodico diretto da Camillo Benso di Cavour, ove si fanno riflessioni generali e storiche sul progetto e sul movimento liberale che aveva per finalità l’unione della Penisola. Appare come una vasta summa giuridica, filosofica e morale, che solo nel Piemonte poteva trovare la sua culla naturale. Su questo problema egli risente l’influenza di Gioberti, ma affronta la questione unitaria con più tecnicismo, sia filosofico che giuridico, in particolare nella Costituzione secondo la giustizia sociale.
LA PERSONA COME DIRITTO SUSSISTENTE
Per comprendere in quali termini il Rosmini progettasse l’unità della penisola, considerata dalla diplomazia europea “una mera espressione geografica”, è necessario approfondire i principi giuridici che reggono l’architettura dell’ipotesi unitaria del progetto Italia “in fieri”. Oltre che essere un fine analista della “histoire événementielle”, Rosmini appare anche un acuto filosofo del diritto, e indica nell’individuo visto come persona, il primo fondamento della costruzione giuridica della società che tende ad organizzarsi in uno stato unitario dalla Alpi alla Sicilia. Per il Rosmini la persona è in sé stessa portatrice di due caratteristiche essenziali, che emanano dalla sua essenza, date dalla sua irripetibile “individualità” e dalla sua natura di “socialità”. Questi due aspetti costitutivi del suo essere si sviluppano nell’ambito della suo dinamismo e lo spingono, tramite la razionalità, e la coscienza, alla verità, al senso del bene e del male, che sfocia nella eticità e quindi alla condizione della felicità.
