15 dicembre 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica III di Avvento - 16 dicembre 2012

Vangelo: Lc. 3,10-18

Ogni istruzione ha a che fare con l’attaccamento alle cose di questo mondo; l’insegnamento delle buone opere deve precedere il Battesimo. Luca, il medico, tramite la predicazione di Giovanni applica un rimedio ad ogni malattia mostrata dalla folla, dai pubblicani e dai soldati. Dare all’altro una delle due tuniche fa sì che non serviamo due padroni. Per i pubblicani significa non prendere più di quanto è loro dovuto; se esigono più di quanto è stabilito dalla Legge peccano contro lo Spirito Santo; questa esortazione riguarda anche gli esattori cristiani che non devono approfittare della loro posizione per arricchirsi. I soldati non devono usare il potere derivante dal loro ufficio per estorcere o usare violenza verso l’altro, anche se, parlandone qui, Giovanni mostra di approvare il servizio militare. La risposta data ai soldati si applica anche a tutti coloro che si trovano alle dipendenze dello Stato. L’espressione fondamentale della Legge dell’Antico Testamento è di essere misericordiosi come lo è il Padre, compiendo quelle opere di misericordia richieste a tutti noi. S.Luca ci informa che il popolo si chiedeva se Giovanni era il Cristo, il Battista non è lo sposo, ma l’amico dello sposo. Quale rappresentante dei Giudei, Giovanni non è degno di sciogliere il legaccio ai sandali di Gesù, è suo compito prepararGli, a Lui che è il Cristo, la via; egli battezza con acqua mentre Gesù battezza in Spirito Santo e fuoco, come accadde nella Pentecoste. Il richiamo di Giovanni si conclude con l’avvertimento ai suoi ascoltatori che Dio tornerà come giudice per separare coloro che portano frutto da quelli che sono sterili. S.Luca afferma che Giovanni ha insegnato tante altre cose, il Suo Vangelo, infatti, ci ricorda molti di questi insegnamenti.
(S.Cirillo di Alessandria, Origene, S.Massimo di Torino, S.Agostino, S.Ambrogio, S.Gregorio Magno, S.Cirillo di Gerusalemme)

Ricordiamo:

Domenica 16 dicembre: Ore 18.30 Novena solenne in preparazione al S.Natale, breve catechesi,
canto del “Missus” e Benedizione Eucaristica.

Da Lunedì 17 a Venerdì 21 dicembre compresi: Ore 07.00 s. Messa dell’”Aurora”.
Ore 18.30 Novena solenne in preparazione al S.Natale

Sabato 22 dicembre: Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo)
Ore 18.30 Novena solenne in preparazione al S.Natale
Ore 19.00 S.Messa d’orario in latino (assolve il precetto festivo)

SalutandoVi, paternamente Vi benedico.

Don Stefano Canonico

09 dicembre 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica II° di Avvento - 9 dicembre 2012


Vangelo: Lc. 3,1-6

Ponendo la sua narrazione in un contesto storico che è romano e giudaico, Luca sottolinea che la Parola di Dio che scende su Giovanni fra re e sacerdoti è un evento significativo nella storia del mondo e nella storia della salvezza. La Chiesa è riunita dal Verbo nel deserto. Giordano significa “discesa” perché il fiume di Dio discende da Cristo per il battesimo, Giovanni scende il Giordano predicando un battesimo di penitenza che ci porta al perdono dei peccati. La fede in Cristo è la forma più alta del pentimento ed il battesimo di Giovanni introduceva il popolo in una catechesi preparatoria, preparare la via del Signore equivale a produrre frutti di pentimento e dunque a essere pronti ad accogliere Cristo. La via del Signore è la via della catechesi, la via della vita nella persona e nelle opere del Messìa, Gesù, una via che non è “letterale”, ma che si trova nel cuore. Il linguaggio vivo di Is.40 ci annuncia che preparare questa strada significa affrontare una drammatico cambiamento nella topografia di Israele, segnala un rivolgimento nella creazione caduta, perché ora tutto vedrà la salvezza nella venuta di Gesù e nessuna barriera, neppure fisica, potrà impedire il dirompere della verità di Dio (S. Gregorio Magno, S.Ambrogio, Origene, S.Cirillo d’Alessandria, S.Giovanni Crisostomo, Prudenzio).

Per l’entrante settimana ricordiamo:

Domenica 9 dicembre: SS. Messe ore 09.00-11.00-17.30
Alla S.Messa delle ore 17.30 celebrata in latino sarà presente la Corale
parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà la Cantata per l’Avvento
“Nun komm der Heiden Heiland” (vieni o Salvatore dei pagani) – Bwv 61 di
J.S.Bach
Soprano: Ingrid Iellenz, Tenore: Stefano Speranzon, Basso: Sikai Lai, Organo Mauro Macrì
Ore 18.30 S.Rosario,breve catechesi, canto del “Missus” e Benedizione
Eucaristica.
Saranno presenti il tenore Raffaele Prestinenzi ed il baritono Tiziano Vojtissek.

Da Lunedì 10 dicembre a Venerdi 14 dicembre compresi alle ore 07.00 continua la celebrazione delle SS.Messe dell’”Aurora”.

Martedì 12 dicembre: Festa della Madonna di Guadalupe.
Al termine della S.Messa venerazione dell’effigie della S.Vergine
solennemente esposta per l’occasione in chiesa.

Venerdì 14 dicembre: ore 18.30 Concerto natalizio della Corale parrocchiale.
Maestro direttore: Elìa Macrì
Verranno eseguiti brani per coro, soli ed organo di J.S. Bach, G.Verdi, F.Mendelssohn e E.Grieg. Saranno inoltre eseguite alcune “Pastorali” per organo.
Il concerto vuole essere anche un omaggio a Mons. Guido Pozzo Elemosiniere Segreto di Sua Santità

Sabato 15 dicembre: Ore 11.30 inizio della Solenne Novena in preparazione al S.Natale.

La S.Messa delle ore 17.30 OGGI è SOSPESA

Ore 18.30 Solenne Pontificale al Faldistorio in latino secondo il Rito Romano
antico (detto di “S.Pio V”) celebrato da S.E. Rev.ma Mons. Guido Pozzo
Arcivescovo Titolare di Civita di Bagnoregio, Elemosiniere Segreto di
Sua Santità (Assolve il precetto festivo)
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà in polifonia l’”Ecce Sacerdos Magnus” e l’ordinario della S.Messa (A.Lotti 1666-1740); il Proprium sarà eseguito in gregoriano

In occasione della solenne S.Messa Pontificale celebrata da Mons. Guido Pozzo ci sembra opportuno offrirgli a nome di tutta la parrocchia, un dono come attestazione di stima e riconoscenza nonché di affetto nei suoi confronti.
Chi perciò desiderasse contribuire con un’offerta è gentilmente pregato di rivolgersi al parroco. Grazie.

Affettuosamente tutti saluto e benedico.

Don Stefano Canonico

02 dicembre 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica I° di Avvento - 2 dicembre 2012

Con questa domenica inizia il nuovo Anno Liturgico, l’Anno della Chiesa.
L’Avvento è un tempo di penitenza e di preparazione alla Festa del Santo Natale: la sua origine risale al IV secolo. Anticamente era considerato come una seconda Quaresima, sebbene meno rigorosa.Sembra sia stato il papa S.Gregorio Magno, verso la fine del VI secolo ad estendere a tutta la Chiesa tale osservanza già praticata in molti luoghi. La sua durata nei secoli VII-IX venne fissata a quattro settimane, forse a significare i quattromila anni che, secondo il computo antico trascorsero dalla creazione del mondo alla venuta del Messia.
Carattere dell’Avvento è la penitenza e la tristezza temperata però e ravvivata dal lieto annuncio della prossima liberazione: e la Chiesa ad esprimere sensibilmente questo concetto usa nelle sacre funzioni il colore violaceo e sopprime nella S.Messa la recita del “Gloria” ma continua a far sentire il gioioso “Alleluia”.
Misticamente l’Avvento vuol significare la venuta di Gesù Cristo:
1) nel mondo secondo la carne
2) nelle anime per mezzo della grazia
3) alla fine dei secoli in gloria e maestà per giudicare i vivi e i morti
Questo triplice avvenimento è ricordato sovente nella liturgia di questo Tempo liturgico attraverso le infuocate parole dei Patriarchi e dei Profeti che lo preannunciarono. Per cui l’Avvento si può anche definire trepidante attesa del Salvatore.


Durante l’entrante settimana festeggeremo con grande solennità ed affetto la Festa dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, sabato prossimo 8 dicembre (è festa di precetto). Per questa occasione verranno allestite le solenni luminarie con le quali si era soliti onorare la Madre di Dio, la piena di grazie, la splendida Aurora di Luce.

Questa festa trae la sua origine dai monaci d’Oriente (VIII sec), quindi sempre per opera di monaci passò, attraverso l’Italia meridionale, prima in Normandia ed Inghilterra e poi in tutto l’Occidente. In origine si celebrò una Festa della Concezione della Vergine Maria, e solo nel corso dei secoli se ne formò una festa dell’Immacolata Concezione, e precisamente sotto Paolo V (1605-1621), a propagare la quale ai Benedettini si adoperarono efficacemente i Francescani, i Cistercensi ed i Carmelitani. Sisto IV, con bolla del 27 febbraio del 1477 riconosceva ufficialmente la Festa e Clemente XI, nel 1708, l’estendeva a tutta la Chiesa. Finalmente il Beato Pio IX (1846-1878), raccogliendo, per così dire, quanto era stato seminato lungo il corso dei secoli, proclamò dogma di fede la dottrina che ritiene la Vergine essere stata preservata, per singolare privilegio e in virtù dei meriti di Cristo, fin dal primo istante del Suo concepimento, immune dal peccato originale, colpa che tutti i figli di Adamo contraggono al momento del loro concepimento.
Il dogma fu proclamato in Roma nella basilica di S.Pietro l’8 dicembre 1854.

Riproponiamo, in modo dettagliato il programma per tutto l’Avvento

Sabato 1 dicembre: I^ sabato del Mese dedicato al Cuore Immacolato di Maria
(Inizio dell’Anno Liturgico)
Ore 17.30 santa Messa d’orario (assolve il precetto festivo)
Ore 18.30 Novena dell’Immacolata
Ore 19.00 santa Messa d’orario in latino cantata in occasione della I domenica di Avvento in cui inizia il nuovo Anno Liturgico ed il periodo di preparazione alla Solennità del S.Natale. Prima dell’aspersione con l’Acqua benedetta verrà eseguito il mottetto “Sanctissimus namque Gregorius” in onore del Papa S.Gregorio Magno che riordinò in modo mirabile il canto liturgico che da lui appunto, prese il nome di “gregoriano”.

Anticipiamo, ora, in modo dettagliato le varie celebrazioni previste per l’Avvento.
Domenica I^ (2.12); II^ (9.12) di Avvento:
Sante Messe: sabato ore 17.30 – 19.00 in latino. Assolvono il precetto festivo.
Domenica Ore 09.00-11.00-17.30
Ore 18.30 S.Rosario, breve catechesi,canto del “Missus”, (il 2.12: Novena
dell’Immacolata) e Benedizione Eucaristica.
Saranno presenti i tenori Mathia Neglia, Raffaele Prestinenzi e il baritono
Tiziano Vojtissek

In tutti i giorni feriali, da lunedì a venerdì compresi, alle ore 07.00 sarà celebrata la S.Messa in latino con la presenza della Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà mottetti per il periodo d’Avvento, Eucaristici e Mariani in gregoriano. Queste SS.Messe celebrate al mattino presto, prima del sorgere del sole e perciò denominate “Messe dell’Aurora” vogliono essere una conveniente preparazione in attesa del Sole che sorge e cioè Cristo Salvatore, Sole di giustizia la cui Natività è l’esordio di questa Luce soprannaturale tanto attesa.
Pertanto è sospesa in questo periodo la S.Messa feriale delle ore 09.00.
La Novena dell’Immacolata sarà celebrata subito dopo la S.Messa delle ore 07.00.

Giovedì 6 dicembre: I^ giovedì del Mese dedicato alla preghiera per le vocazioni sacerdotali e
religiose
Venerdì 7 dicembre: I^ venerdì del Mese dedicato al Cuore SS.mo di Gesù
Ore 07.00 S.Messa d’orario (dell’Aurora)
Ore 17.30 S.Messa d’orario (assolve il precetto festivo)
Ore 19.00 S.Messa d’orario solenne in latino della Festa dell’Immacolata
Concezione di Maria Santissima (assolve il precetto festivo).
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì, che
eseguirà la “Missa IV Toni” di T.L. da Victoria.
Sabato 8 dicembre: Solennità dell’Immacolata Concezione della B.V. Maria (festa di precetto)
SS.Messe: Ore 09.00 – 11.00 – 17.30
Ore 18.30 Vesperi solenni in onore dell’Immacolata Concezione.
Si ricorda che chi oggi partecipa alla S.Messa delle ore 17.30 non può assolvere a due precetti festivi, cioè a quello dell’Immacolata Concezione e a quello della domenica susseguente. Il principio è che con una S.Messa non si possono assolvere due precetti.
Domenica 9 dicembre: SS.Messe: ore 09.00 – 11.00 – 17.30 (in latino)
Alla S.Messa delle ore 17.30 sarà presente la Corale parrocchiale diretta dal
M° Elìa Macrì che eseguirà la Cantata per l’Avvento Bwv 61 di J.S.Bach
(1685-1750) ”Nun komm der Heiden Heiland”
Soprano Ingrid Jellenz, Tenore Stefano Speranzon, Basso Sikai Lai, organo
Mauro Macrì
Ore 18.30 Funzione già descritta domenica 2.12


Venerdì 14 dicembre: Ore 18.30: concerto natalizio eseguito dalla nostra Corale parrocchiale diretta
dal M° Elìa Macrì
Sabato 15 dicembre: Ore 11.00 inizio della solenne Novena in preparazione del S.Natale.
Oggi è sospesa la S.Messa delle ore 17.30.
Ore 18.30 Solenne Pontificale al Faldistorio in latino secondo il Rito Romano
antico (detto di “S.Pio V”) celebrato da S.E. Rev.ma Mons. Guido
Pozzo Arcivescovo Titolare di Civita di Bagnoregio, Elemosiniere
Segreto di Sua Santità. ( Assolve il precetto festivo)
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che
eseguirà in polifonia l’”Ecce Sacerdos Magnus” e l’Ordinario della
S.Messa (A.Lotti 1666-1740); il Proprium sarà eseguito in gregoriano
Domenica III^ (16.12); IV^(23.12) di Avvento:
Le SS.Messe seguono l’orario solito.
Ore 18.30: solenne Novena del S.Natale, breve catechesi, canto del “Missus” e Benedizione
Eucaristica. Saranno presenti il tenore Raffaele Prestinenzi ed il baritono Tiziano Vojtissek

25 novembre 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica XXXIV ed ultima del Tempo Ordinario - 25 novembre 2012

I SUFFRAGI
“La Chiesa…fin dai primi tempi della religione cristiana coltivò con grande pietà la memoria dei defunti; e poiché santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti dai loro peccati, ha offerto per loro anche suffragi” (LG:50).
La parola suffragio vuol dire opera spirituale, bene spirituale offerto a Dio in favore dei morti.
Fare suffragi vuol dire offrire a Dio opere buone, preghiere, sacrifici, penitenze in favore dei morti perché siano liberati al più presto dalle loro pene. Ad esempio: partecipare alla Messa per i morti vuol dire fare un suffragio per essi, ossia cedere tutti i meriti che si hanno partecipando alla Messa per le anime del Purgatorio.
Quando si parla di suffragio si intende suffragio per i morti. Però il suffragio non si fa per tutti i morti, ma solo per quelli che sono in Purgatorio.
Le anime che sono in Paradiso sono beate, vivono pienamente la vita di Dio e non hanno bisogno dei nostri suffragi.
Le anime trovate in peccato mortale sono all’inferno e per loro non c’è più speranza di salvezza; esse non possono meritare più; i suffragi per loro sono inutili.
I nostri suffragi sono solo per il Purgatorio, per le anime che devono purificarsi per entrare in Paradiso. Esse devono scontare i peccati veniali e le pene dovute ai peccati gravi rimessi in vita, Devono liberarsi da ogni colpa e da ogni pena.
Tutte le anime del Purgatorio sono in stato di grande sofferenza perché sono ancora senza Dio. Le possiamo paragonare ai poveri esiliati e ai carcerati. Questi poveretti ci fanno grande pena perchè sono privi di libertà, lontani dalla patria e dalla famiglia, costretti a vivere in grande tristezza, a sospirare il giorno della liberazione.
Se gli esiliati e i carcerati di questo mondo ci fanno gran pena. Maggior pena ci devono fare le anime del Purgatorio. Esse soffrono finchè non saranno completamente pure, sospirano Dio finchè non vedono la sua luce.
Dobbiamo compatire le anime sante, comprendere il loro stato e soccorrerle. Esse possono confidare solo in noi che possiamo aiutarle con i nostri suffragi. Non siamo avari ed ingrati. Diamo generosamente, diamo tutto quello che possiamo dare.

Esempio: il ben dei morti
Ercole Attuoni che fu arcivescovo di Fermo e morì il 31 maggio 1941, durante la sua vita parlò in qualche predica e scrisse in una pastorale di quando era fanciullo e andava a chiedere il ben dei morti.
La fanciullezza di Ercole Attuoni nato a Stazzema (Lucca) il 18 aprile 1875, fu piena di episodi attraenti di ragazzo buono e bravo.
C’era povertà nella sua casa e lui, ogni anno, il due novembre faceva il giro del paese per cercare il ben dei morti, ossia la carità che si dava in suffragio dei morti.
Le famiglie ben provviste di Stazzema preparavano il sacco di granoturco dietro l’uscio di casa e attendevano i poveri o meglio quasi sempre i ragazzi delle famiglie povere che facevano il giro per avere granoturco o farina di granoturco per la polenta che allora era cibo comune e gradito.
Passava anche Ercole, scalzo e festoso; apriva la bocca del suo sacchetto e dalle buone signore (la Frasia, la Betta, la Luisetta, la Giovanna) riceveva abbondante la polvere d’oro. A quel ragazzo, così vispo e così allegro, davano più di una sola misura perché lo meritava per la sua distinta bontà.
E l’Ercolino ringraziava ad ognuna di quelle porte: “Dio vi ricompensi”: e poi, dopo l’ultima porta, quando il sacchetto era pieno, via di corsa a casa a gridare trionfante alla mamma: “tutto pieno il sacchetto, non ce ne starebbe più una giumella”.
E a sera nella casa di Cherubino e Gloriosa Attuoni, i genitori di Ercole, si faceva e si mangiava la polenta fatta col ben dei morti. E si ricambiava il ben dei morti con il bene della preghiera; si recitava il Rosario.
E quella famiglia povera dove si riceveva e si rifaceva il bene, fu benedetta. Quel fanciullo povero, ma buono e bravo, che passava di casa in casa a chiedere il ben dei morti, fu aiutato da buone famiglie, andò in Seminario e diventò sacerdote e vescovo. E fu un grande vescovo.


Impariamo a conoscere e ad amare i Santi.

Il 25 novembre ricorre la festa di S.Caterina d’ Alessandria Vergine e Martire.
All’inizio del IV secolo avvenne un improvviso mutamento da parte della potenza romana nei confronti del cristianesimo. Diocleziano, ormai vecchio e di volontà inferma, diede il via alla più crudele delle persecuzioni. In Egitto, definito “la Cina del mondo antico” la persecuzione raggiunse la più efferata crudeltà: uomini, donne e fanciulli venivano condannati a supplizi che la fertile e macabra fantasia dei carnefici inventava per rendere più atroci le sofferenze dei condannati, al punto che molti pagani, impietositi, cercavano di aiutare i cristiani a sottrarsi a quella terribile fine.
Il martirio di S.Caterina d’Alessandria colpì grandemente la sensibilità popolare in quanto trattavasi di una fanciulla di alto rango, intelligente, bella di volto quanto di anima. Massimino Daia, subentrato allo zio Galerio nel governo delle province africane, si invaghì di Caterina a tal punto da progettare di divorziare dalla moglie per sposarla. Al deciso rifiuto della giovane cristiana, l’aveva messa a confronto con ben cinquanta filosofi perché la convincessero che Cristo, essendo morto in croce, non poteva essere Dio. Ma Caterina, facendo eccellente uso dell’arte retorica e soprattutto delle sue buone cognizioni filosofiche e teologiche, finì per trarre dalla sua parte quei sapienti, che, illuminati dalla grazia, aderirono al cristianesimo: doppiamente sconfitti agli occhi dei pagani, essi guadagnarono la corona dei martiri, perché Massimino li fece trucidare.
Quanto a Caterina, non essendo riuscito a piegarla ai suoi desideri, Massimino cercò di farla stritolare dalle ruote con cerchioni irti di punte di ferro, che si piegarono come molli vimini a contatto con le tenere carni della fanciulla. Da questo episodio quanti hanno a che fare con ruote l’hanno eletta loro patrona. Condotta fuori dalla città, Caterina venne decapitata, ma dal collo reciso, come dallo stelo di certe erbe, anzicchè sangue sgorgò uno zampillo di latte, meritando per questo un secondo patrocinio, questa volta da parte delle nutrici, che la invocavano per aver latte sufficiente a nutrire i bambini. I prodigi non finirono qui: dal cielo scesero gli Angeli che trasportarono il corpo della martire sul monte Sinai, dove sarebbe poi sorto un monastero a lei dedicato tuttora esistente.

Ricordiamo per l’entrante settimana:
Domenica 25 novembre: Ore 09.00 S.Messa a suffragio di Mons. Antonio Dessanti
Ore 18.30 S.Rosario, breve catechesi e Benedizione Eucaristica
Martedì 27 novembre: anniversario dell’apparizione della B.V. Maria a S.Caterina Labouré
(Medaglia Miracolosa)
Ore 09.00 S.Messa d’orario. Al termine benedizione ed eventuale imposizione
della Medaglia Miracolosa

Giovedì 29 novembre: Inizio della Novena in preparazione alla Solennità dell’Immacolata
Concezione della B.V. Maria
Ore 09.00 S.Messa d’orario. Al termine recita della Novena e canto del “Tota
pulchra”
Sabato 1 dicembre: I^ sabato del Mese dedicato al Cuore Immacolato di Maria
Ore 17.30 santa Messa d’orario
Ore 18.30 Novena dell’Immacolata
Ore 19.00 santa Messa d’orario in latino cantata in occasione della I domenica di Avvento in cui inizia il nuovo Anno Liturgico ed il periodo di preparazione alla Solennità del S.Natale. Prima dell’aspersione con l’Acqua benedetta verrà eseguito il mottetto “Sanctissimus namque Gregorius” in onore del Papa S.Gregorio Magno che riordinò in modo mirabile il canto liturgico che da lui appunto, prese il nome di “gregoriano”.

Anticipiamo, ora, in modo dettagliato le varie celebrazioni previste per l’Avvento:

18 novembre 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica VI dopo l'Epifania - 18 novembre 2012

Partecipazione alla comunione dei santi

La partecipazione alla comunione dei santi ossia ai beni soprannaturali avviene principalmente attraverso la carità e la vita di grazia. Però non tutti i fedeli partecipano allo stesso modo al reciproco scambio dei beni; ciascuno vi partecipa in misura della sua fede e della sua carità.
Chi ha più fede e più carità ha maggiore vita soprannaturale, ha maggiori beni spirituali e li partecipa in maggiore quantità, li può riversare con più abbondanza sugli altri e sulle anime del Purgatorio.
Per ricevere di più e per dare di più si deve aumentare la vita di grazia. Più è viva la fede, più è grande la carità e più si ha e più si dà. Più è intensa la vita di grazia e più si riceve e più si dona. E più si dona e più si riceve.
Allora perché le nostre opere e suffragi abbiano valore, perché il nostro dare ai morti e ai vivi sia abbondante e perché anche il nostro ricevere sia abbondante, preoccupiamoci di avere la fede, la carità e la vita di grazia.
La fede è la base della nostra vita spirituale. Perciò non una fede incerta o quasi spenta, ma fede viva. Più la fede è viva e vissuta con le opere e più possiamo meritare.
La carità che ci fa amare Dio come sommo bene e il prossimo per amore di Dio, è il principio di ogni atto meritorio. Più si ama Dio e più si merita. Più osserveremo la sua legge e più sarà grande in noi la carità, e più doni e grazie avremo e più daremo agli altri. Perciò non una carità debole, ma forte, capace anche di atti eroici.
La grazia santificante è il più grande dono che possiamo avere. Essa dà ad ogni nostra azione un valore soprannaturale. Quindi non una vita di grazia ad intervalli, ma continua ed intensa.
Chi non vive di fede, chi non pratica la carità, chi non si impegna seriamente a vivere in grazia non conclude e non merita niente né per sé per gli altri, né per i morti. Può partecipare anche a due Messe al giorno, può fare molte comunioni e recitare Rosari, ma con poco o senza profitto perché manca il vero spirito, manca la sostanza della vita cristiana.

Esempio: La conversione di Thomas Merton
Thomas Merton da giovane non era religioso. Ebbe però un’improvvisa crisi di coscienza e si convertì e si fece trappista. Egli disse che, prima della conversione sentì la presenza di suo padre morto che gli comunicò una luce interiore che lo liberò dalle sue pesanti catene.
Merton si trovava a Roma e visitava le chiese più antiche per ammirare le opere d’arte. Una notte, dopo una giornata di visite alle sue chiese preferite, ebbe una viva sensazione della presenza di suo padre. Gli parve che suo padre, morto da più di un anno, gli fosse vicino. E gli sembrò una presenza viva, impressionante come se gli avesse parlato. E ne fu scosso, comprese la triste condizione, pensò a Dio e lo pregò perché lo aiutasse a liberarsi delle cose che lo facevano schiavo.
Merton non aveva mai pregato nelle chiese che aveva visitato, non si era mai inginocchiato. Invece, dopo quella notte, al mattino presto, salì sull’Aventino deserto con l’anima straziata dal dolore ed entrò in Santa Sabina per pregare. Prese l’acqua santa alla porta, andò verso l’altare, si inginocchiò lentamente e con la fede che poteva avere recitò il “Padre nostro”. Passò a santa Sabina una mezz’ora di lacrime e di appassionata preghiera. Dopo aver rivolto uno sguardo alla Madonna del Sassoferrato, si fermò nell’atrio a vedere l’arancio miracoloso di S.Domenico. Poi uscì all’aperto con la sensazione di essere rinato, si sedette su un muricciolo in pieno sole e gustò la pace che sentiva nel cuore.
I vivi aiutano i morti, ma anche i morti aiutano i vivi.

Impariamo a conoscere e ad amare i Santi.

Giovedì prossimo 22 novembre ricorre la Festa di S.Cecilia Vergine e Martire, Patrona della Musica Sacra.
Il culto di S.Cecilia, in onore della quale nel V secolo venne costruita a Roma una basilica, si diffuse ovunque a motivo della sua “Passio”. In essa Cecilia è esaltata come il modello più perfetto di donna cristiana, che per amore del Signore ha professato la verginità e ha subito il martirio.
Cecilia, nobile e ricca, si recava quotidianamente ad assistere alla S.Messa celebrata da papa Urbano nelle catacombe lungo l’Appia, attesa da una moltitudine di poveri, che ne conoscevano la generosità. Cecilia, data in sposa a Valeriano, nel giorno delle nozze, “mentre gli organi suonavano, ella cantava nel suo cuore soltanto per il Signore” (da questo brano della “Passio” ha avuto origine il patrocinio di Cecilia sulla musica sacra); poi, giunta la notte, la giovane disse a Valeriano: “Nessuna mano profana può toccarmi, perché un Angelo mi protegge. Se tu mi rispetterai, egli ti amerà, come ama me”..
Al contrariato sposo non restò che accogliere il consiglio di Cecilia, farsi istruire e battezzare da papa Urbano e poi condividere lo stesso ideale di purezza della sposa, ricevendo in ricompensa la stessa sorte gloriosa: la palma del martirio, al quale per grazia divina venne associato anche il fratello di Valeriano, Tiburzio ambedue storicamente accertati e sepolti nelle catacombe di Pretestato. Dopo il processo, riferito con dovizia di particolari dall’autore della “Passio”, Cecilia, condannata alla decapitazione, ebbe tre poderosi fendenti dal carnefice, senza che la sua testa cadesse recisa: aveva domandato e ottenuto la grazia di rivedere papa Urbano prima di morire.
In attesa di questa visita ella continuò per tre giorni a professare la fede. Non potendo proferire parole, espresse con le dita il suo credo in Dio Uno e Trino. E in questo atteggiamento l’ha scolpita il Maderno nella celebre statua.

Ricordiamo per l’entrante settimana:

Domenica 18 novembre ore 18.30: Recita del S.Rosario, breve catechesi e Benedizione Eucaristica
Mercoledì 21 novembre: Festa della Madonna della Salute
Ore 09.00 S.Messa d’orario in onore della Beata Vergine Maria
Giovedì 22 novembre: Festa di S.Cecilia Vergine e Martire Patrona della Musica Sacra.
Ore 09.00 S.Messa d’orario
Ore 18.30 S.Messa cantata in latino.
E’ presente la corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì
Anticipiamo:
Domenica 25 novembre alle ore 09.00, la S.Messa sarà celebrata a suffragio di Mons. Antonio Dessanti
Come ricordato la settimana scorsa Mons. Guido Pozzo celebrerà una solenne S.Messa Pontificale nella nostra chiesa sabato 15 novembre p.v. alle ore 18.30.
In questa occasione ci sembra opportuno offrirgli a nome di tutta la parrocchia, un dono come attestazione di stima e riconoscenza nonché di affetto nei suoi confronti. Chi perciò desiderasse contribuire con un’offerta è gentilmente pregato di rivolgersi al parroco. Grazie

A tutti i saluti più cordiali e la consueta paterna benedizione.


Don Stefano Canonico

11 novembre 2012

Bollettino parrocchiale: Domenica XXXII del Tempo Ordinario - 11 novembre 2012

Continuiamo la nostra catechesi sui Defunti:

LA COMUNIONE DEI SANTI
Per comprendere meglio il Purgatorio e i suffragi si deve richiamare la dottrina della comunione dei santi.
La Chiesa è l’unione in Cristo dei beati del Paradiso, delle anime del Purgatorio e dei fedeli della terra. I beati del Paradiso formano la Chiesa trionfante, le anime del Purgatorio formano la Chiesa di coloro che devono purificarsi, i fedeli della terra la Chiesa dei viatori.
Queste tre Chiese sono intimamente unite e costituiscono una sola Chiesa ossia il Corpo Misterioso di Cristo. In questo Corpo misterioso tutto è in comune: il bene di tutti è il bene di ciascuno, il bene di ciascuno è il bene di tutti. Abbiamo così la comunione dei santi.
Comunione dei santi vuol dire che i beni spirituali, che sono nella Chiesa, sono per tutti: è circolazione perenne di vita, di amore e di grazia tra i membri della Chiesa trionfante, della Chiesa di quelli che si stanno purificando e della Chiesa dei viatori sulla terra. Quindi ogni cristiano che vive in grazia ha parte del bene che c’è e si fa nella Chiesa. Come nella famiglia umana c’è un fondo di beni, un patrimonio che è di tutti, che serve tutti; così nella Chiesa c’è un fondo sociale, c’è un tesoro per tutti di un valore infinito. Come nel corpo umano circola il sangue per tutte le membra; così nella Chiesa circola il bene per tutti.
La comunione dei santi ci arreca preziosissimi vantaggi; ci unisce ai beati del Cielo, alle anime del Purgatorio e a tutti i giusti della terra. Con la comunione dei santi si stabilisce una eguaglianza meravigliosa. Ciò che sovrabbonda in un membro va a vantaggio di un altro membro che scarseggia: uno soddisfa per l’altro alla giustizia di Dio; uno ottiene per un altro grazia e misericordia. “Tutti, sebbene in grado e modo diverso, comunichiamo nella stessa carità di Dio e del prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria” (LG:49).
E’ veramente una verità sublime e consolante la comunione dei santi, vincolo soavissimo che lega tutti i membri vivi della Chiesa. “L’unione dei viatori coi fratelli morti nella pace di Cristo, non è minutamente spezzata, anzi è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali” (LG:13). Le nostre preghiere e opere buone fanno gioire i beati del Cielo, confortano le anime del Purgatorio e tornano a nostro grande vantaggio.
La comunione dei santi ci unisce ai nostri morti. Essi sono vicinissimi a noi: li abbiamo nel cuore, possiamo aiutarli e loro possono aiutare noi. Tra noi e le anime del Purgatorio avviene uno scambio meraviglioso di carità. Noi offriamo per loro, diamo a loro ed esse danno a noi, ci ottengono grazie.
Solo se cediamo al male, se perdiamo la grazia di Dio, questo scambio meraviglioso di carità tra noi e i morti si arresta. Il peccato ci isola, ci stacca dalla comunione dei santi, ci impedisce di fare e di ricevere il bene.

Esempio: I benefici della preghiera
Il giudice costituzionale Nicola Jager si convertì dal protestantesimo alla Chiesa di Roma nella circostanza dolorosa della morte di sua madre. Egli stesso disse che la morte di sua madre influì sulla sua conversione, fu uno dei momenti più sereni della sua vita. Diceva che la morte della madre fu la sua vita.
Jager raccontò con accento commosso e sereno che la morte della madre (avvenuta a 57 anni) gli sembrava inaccettabile. E si ribellò e protestò, finchè un giorno entrò in una chiesa e pregò intensamente. E da quel giorno non vide più la scomparsa della madre come una cosa terribile. La preghiera trasformò il suo spirito. Credette e fu fervente cristiano.
La scomparsa di persone care scava nel cuore un grande vuoto e lo riempie di dolore, ma può essere anche una grande grazia. L’anima della persona scomparsa intercede presso Dio e può molto per chi ha lasciato nel pianto. E la preghiera di chi è rimasto nel pianto opera mirabili trasformazioni spirituali.

Come già comunicato da nostro Vescovo il giorno del Patrono S.Giusto in Cattedrale e dalla stampa, il sacerdote triestino Mons. Guido Pozzo è stato nominato Vescovo e gli è stato affidato l’incarico di Elemosiniere di Sua Santità, quindi di diritto facente parte della cosiddetta Famiglia Pontificia. E’ con grandissima gioia l’annunciare che Mons, Pozzo, il quale sarà ordinato Vescovo nella basilica di S.Lorenzo in Damaso a Roma il 17 novembre p.v., celebrerà una santa Messa Pontificale solenne nella nostra chiesa sabato 15 dicembre p.v. alle ore 18.30. Il Pontificale celebrato in latino secondo il rito detto di “S.PioV” sarà animato dalla nostra Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì già più volte distintasi per la sua professionalità, che eseguirà le parti proprie della III Domenica di Avvento, in gregoriano mentre per l’Ordinario (parti fisse della Messa) verrà eseguita la “Missa Quarti Toni” di T.L. da Victoria (1548-1611).
E’ per noi un grandissimo onore la significativa presenza nella nostra Comunità parrocchiale di Mons. Pozzo, insignito dal S.Padre dell’onore delle Infule e Suo così stretto Collaboratore e perciò gli siamo profondamente riconoscenti per la Sua cordialità e benevolenza nei nostri confronti.
Tutti logicamente, sono calorosamente invitati a partecipare al sacro Rito.