Attenzione: da aprile fino a settembre compreso l'orario di inizio delle celebrazioni è spostato alle 19.15.
Venerdì 3, ore 19.15
I Venerdì del mese. Venerdì della Settimana di Passione. Commemorazione dei Sette Dolori della B. V. Maria.
S. Messa con cantici. Al termine Via Crucis composta e musicata da S. Leonardo da Porto Maurizio.
Sabato 4, ore 19.15
Domenica II di Passione ossia delle Palme: S. Messa con cantici e lettura del "Passio".
Domenica 5, ore 10.30
Domenica II di Passione ossia delle Palme. Alle ore 10.30 presso la chiesa del Seminario, in via Besenghi 16, S. Messa solenne preceduta dalla benedizione delle Palme e processione. La cerimonia sarà accompagnata dal canto del gruppo corale "Accademia" che eseguirà brani tratti dal repertorio classico, tra cui la celeberrima Passione secondo S. Matteo composta daT. L. da Victoria, musiche di Schubert, l'"Ordinario" di Obrecht e il "Proprio" in gregoriano.
Domenica 12, ore 19.15
Pasqua di Resurrezione. S. Messa cantata. "Proprio" in gregoriano, "Ordinario" composto dall'Oltrasi.
Sabato 18, ore 19.15
Domenica in Albis. S. Messa cantata con brani per organo e tromba.
"Ordinario": "Missa Regia" di H. Du Mont.
Sabato 25, ore 19.15
Domenica II dopo Pasqua. S. Messa con cantici.
02 aprile 2009
06 febbraio 2009
Celebrazioni di Marzo presso la chiesa B.V. del Rosario - Cappella Civica - Trieste
Venerdì 6, ore 19.00
I Venerdì del mese. S. Messa con cantici in onore del Cuore Sacratissimo di N.S.G.C. Al termine Via Crucis.
Sabato 7, ore 19.00
Domenica II di Quaresima: S. Messa con cantici.
Sabato 14, ore 19.00
Domenica III di Quaresima: S. Messa con cantici eseguiti dal Coro dell'Università degli Studi di Trieste diretti dal M° Riccardo Cossi.
Giovedì 19, ore 19.00
Solennità di S. Giuseppe, Sposo della B. V. Maria, Confessore e Patrono della Chiesa Universale.
S. Messa cantata: "Proprio" in gregoriano. "Ordinario": "Missa Regia" di H. Du Mont.
Sabato 21, ore 19.00
Domenica IV di Quaresima. Domenica denominata "Laetare" od anche "Domenica delle Anime".
S. Messa con brani d'organo. Al termine Vespero cantato dei Defunti con Assoluzione al tumulo e suffragio di tutti i defunti.
Sabato 28, ore 19.00
Domenica I di Passione: S. Messa cantata in gregoriano, sia il "Proprio" sia l"Ordinario". All'offertorio bacio della Reliquia della S. Croce.
I Venerdì del mese. S. Messa con cantici in onore del Cuore Sacratissimo di N.S.G.C. Al termine Via Crucis.
Sabato 7, ore 19.00
Domenica II di Quaresima: S. Messa con cantici.
Sabato 14, ore 19.00
Domenica III di Quaresima: S. Messa con cantici eseguiti dal Coro dell'Università degli Studi di Trieste diretti dal M° Riccardo Cossi.
Giovedì 19, ore 19.00
Solennità di S. Giuseppe, Sposo della B. V. Maria, Confessore e Patrono della Chiesa Universale.
S. Messa cantata: "Proprio" in gregoriano. "Ordinario": "Missa Regia" di H. Du Mont.
Sabato 21, ore 19.00
Domenica IV di Quaresima. Domenica denominata "Laetare" od anche "Domenica delle Anime".
S. Messa con brani d'organo. Al termine Vespero cantato dei Defunti con Assoluzione al tumulo e suffragio di tutti i defunti.
Sabato 28, ore 19.00
Domenica I di Passione: S. Messa cantata in gregoriano, sia il "Proprio" sia l"Ordinario". All'offertorio bacio della Reliquia della S. Croce.
26 gennaio 2009
Celebrazioni di Febbraio presso la chiesa B. V. del Rosario - Cappella Civica - Trieste
Venerdì 6, ore 19.00
I Venerdì del mese: S. Messa con cantici in onore del Cuore Sacratissimo di N.S.G.C.
Sabato 7, ore 19.00
Domenica di Settuagesima: S. Messa con cantici musicati da M. Haydn.
Sabato 14, ore 19.00
Domenica di Sessagesima: S. Messa con cantici musicati da M. Haydn.
Al termine saranno cantati i Vesperi dei Defunti e l'assoluzione al tumulo a suffragio della defunta Ersilia Vecchietti "in die trigesima".
Mercoledì 18, ore 19.00
S. Messa cantata da "Requiem" composta dal sacerdote goriziano V. Vodopivec con assoluzione al tumulo a suffragio di G. B. ad un anno dalla sua morte.
Sabato 21, ore 19.00
Domenica di Quinquagesima: S. Messa con cantici musicati da M. Haydn.
Mercoledì 25, ore 19.00
Le Sacre Ceneri. S. Messa letta con imposizione delle S. Ceneri.
Sabato 28, ore 19.00
Domenica I di Quaresima. Aspersione con l'Acqua benedetta. S. Messa cantata in gregoriano: sia il "Proprio" sia l"Ordinario".
I Venerdì del mese: S. Messa con cantici in onore del Cuore Sacratissimo di N.S.G.C.
Sabato 7, ore 19.00
Domenica di Settuagesima: S. Messa con cantici musicati da M. Haydn.
Sabato 14, ore 19.00
Domenica di Sessagesima: S. Messa con cantici musicati da M. Haydn.
Al termine saranno cantati i Vesperi dei Defunti e l'assoluzione al tumulo a suffragio della defunta Ersilia Vecchietti "in die trigesima".
Mercoledì 18, ore 19.00
S. Messa cantata da "Requiem" composta dal sacerdote goriziano V. Vodopivec con assoluzione al tumulo a suffragio di G. B. ad un anno dalla sua morte.
Sabato 21, ore 19.00
Domenica di Quinquagesima: S. Messa con cantici musicati da M. Haydn.
Mercoledì 25, ore 19.00
Le Sacre Ceneri. S. Messa letta con imposizione delle S. Ceneri.
Sabato 28, ore 19.00
Domenica I di Quaresima. Aspersione con l'Acqua benedetta. S. Messa cantata in gregoriano: sia il "Proprio" sia l"Ordinario".
22 dicembre 2008
Solennità del Santo Natale
La festa del Natale ha per oggetto la nascita temporale del Figlio di Dio. Il Verbo eterno perfettamente uguale al Padre e allo Spirito Santo, quello per cui tutto è stato fatto, si è incarnato di Maria Vergine ed è nato a Betlemme in una misera stalla a fine di salvarci. E' questo il commovente mistero che la Chiesa celebra e propone alla nostra fede in questa solennità. Imitare quest'Uomo-Dio umile, povero e sofferente, è ciò che ella dice al nostro cuore.
Da che l'uomo colpevole e degradato aveva udito nell'uscire dal paradiso terrestre quella parola di speranza: "Il Figlio della Donna opprimerà il serpente" (Gen. III, 15), questa preziosa parola fu per molti secoli l'unico conforto della specie umana in mezzo alle sue immense calamità. Il Figlio della Donna per eccellenza, il vincitore del demonio, il riparatore della caduta, il ristoratore del genere umano era l'oggetto di tutti i voti, di tutte le brame. Sotto l'impero di Augusto, nel tempo designato per la sua venuta, Egli venne; e la sua nascita fu evidentemente accompagnata da tutte le circostanze predette dai profeti.

E qui crediam bene di dare la descrizione del luogo sempre venerato dove accadde il gran Mistero, cioè della grotta in cui Maria e Giuseppe dovettero rifugiarsi la notte per non aver potuto trovare albergo nella città di Betlemme, ove si portarono per fare iscrivere i loro nomi nei pubblici registri secondo il comando di Cesare Augusto. Dice pertanto un viaggiatore moderno (Itinerario da Parigi a Gerusalemme, tom. 2, p. 157 - Chateaubriand, 1811): "Prima di entrarvi (nella grotta) il Superiore del convento mi pose in mano un cero e mi fece una breve esortazione. Quella santa grotta è irregolare, perchè essa occupa il luogo irregolare della stalla e della mangiatoia. E' lunga trentasette piedi e mezzo, larga undici piedi e tre pollici; è alta nove piedi, ed è scavata nel masso. Le pareti di quel masso sono incrostate di marmo, ed ugualmente di marmo prezioso n'è il pavimento, abbellimenti che si attribuiscono a sant'Elena. La chiesa non prende veruna luce al di fuori, e non è illuminata che da trentadue lampade, donate da diversi principi cristiani. In fondo alla grotta dal lato di oriente è il sito dove la Vergine partorì il Redentore degli uomini. Quel sito è segnato da un marmo bianco incrostato di diaspro e circondato da un cerchio d'argento a raggi a guisa di sole. In giro si leggono queste parole: Hic de Virgine Maria Jesus Christus natus est - Qui Gesù Cristo nacque dalla Vergine Maria - . Una tavola di marmo, che serve da altare, è appoggiata al fianco della roccia e si innalza al disopra del luogo in cui il Messia venne alla luce. Quest'altare è illuminato da tre lampade, la più bella delle quali fu regalata da Luigi XIII. Alla distanza di sette passi, andando verso mezzogiorno, si trova la mangiatoia, a cui si scende per due scalini, non essendo ella al pari del resto della grotta. E' dessa una volta poco alta, scavata nella roccia. Un pezzo di marmo bianco alto un piede più del suolo e scavato in forma di culla, indica il sito nel quale il Salvatore del mondo fu coricato sopra la paglia."
In questa grotta Maria dette alla luce il suo Figlio divino senza provare alcuno dei dolori comuni alle altre madri, rimanendo vergine nel parto e dopo il parto come prima. Nel momento in cui si operava il prodigio, Dio volle che gli uomini e gli angeli, il cielo e la terra andassero a porgere i loro omaggi al desiderato Redentore. In quella notte gli sventurati hanno acquistato un fratello, gli schiavi un liberatore, i fanciulli un amico, i dottori un maestro, i re un campione. Il Natale è la grande aurora della nostra liberazione. Gesù Cristo nascente è il Sol di giustizia che sorge nel mondo per allontanare le ombre della morte.
04 dicembre 2008
Celebrazioni di Dicembre presso la chiesa B. V. del Rosario - Cappella Civica - Trieste
Venerdì 5, ore 19.00
I° Venerdì del mese: S. Messa con cantici in onore del S. Cuore di Gesù.
Sabato 6, ore 19.00
II Domenica di Avvento: S. Messa con cantici del Tempo d'Avvento.
Domenica 7, ore 19.00
Solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria: S. Messa Cantata.
"Proprio" in gregoriano, "Ordinario": Missa brevis K 194 di W. A. Mozart eseguita dal coro "Diapason" diretto dal M° Riccardo Cossi, all'organo il M° Lorenzo Cossi.
Lunedì 8, ore 19.00
Vesperi Solenni a conclusione della solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria e delle celebrazioni in occasione del 150° annivesario delle apparizioni mariane a Lourdes.
L'inno ed il Magnificat saranno eseguiti in canto patriarchino, gli interludi saranno musicali d'autore per organo e violoncello. All'organo Marco Plesnicar, al violoncello la dott. Elisabetta Moretti.
Sabato 13, ore 19.00
III Domenica di Avvento detta "Domenica Gaudete". S. Messa con brani organistici.
Sabato 20, ore 19.00
IV Domenica di Avvento: S. Messa con cantici del Tempo d'Avvento.
All'offertorio sarà eseguito dal M° Michele Gallas il "Missus" del Candotti, al termine della S. Messa il canto della Novena in preparazione al S. Natale.
Mercoledì 24, ore 19.00
Solennità del Natale di N. S. G. C.
S. Messa cantata di mezzanotte (anticipata, partecipandovi si assolve al precetto festivo).
"Proprio" in gregoriano. "Ordinario": Messa "In Natali gaudio" del Campodonico.
Saranno inoltre eseguiti brani per organo e violino. All'organo Marco Plesnicar, al violino il M° Lorenzo Mian.
La S. Messa sarà preceduta dal breve ma solenne e suggestivo annuncio del Natale tratto dal Martirologio Romano.
Sabato 27, ore 19.00
Domenica fra l'ottava del S. Natale: S. Messa letta.
Mercoledì 31, ore 19.00
Ottava del S. Natale: S. Messa letta.
I° Venerdì del mese: S. Messa con cantici in onore del S. Cuore di Gesù.
Sabato 6, ore 19.00
II Domenica di Avvento: S. Messa con cantici del Tempo d'Avvento.
Domenica 7, ore 19.00
Solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria: S. Messa Cantata.
"Proprio" in gregoriano, "Ordinario": Missa brevis K 194 di W. A. Mozart eseguita dal coro "Diapason" diretto dal M° Riccardo Cossi, all'organo il M° Lorenzo Cossi.
Lunedì 8, ore 19.00
Vesperi Solenni a conclusione della solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria e delle celebrazioni in occasione del 150° annivesario delle apparizioni mariane a Lourdes.
L'inno ed il Magnificat saranno eseguiti in canto patriarchino, gli interludi saranno musicali d'autore per organo e violoncello. All'organo Marco Plesnicar, al violoncello la dott. Elisabetta Moretti.
Sabato 13, ore 19.00
III Domenica di Avvento detta "Domenica Gaudete". S. Messa con brani organistici.
Sabato 20, ore 19.00
IV Domenica di Avvento: S. Messa con cantici del Tempo d'Avvento.
All'offertorio sarà eseguito dal M° Michele Gallas il "Missus" del Candotti, al termine della S. Messa il canto della Novena in preparazione al S. Natale.
Mercoledì 24, ore 19.00
Solennità del Natale di N. S. G. C.
S. Messa cantata di mezzanotte (anticipata, partecipandovi si assolve al precetto festivo).
"Proprio" in gregoriano. "Ordinario": Messa "In Natali gaudio" del Campodonico.
Saranno inoltre eseguiti brani per organo e violino. All'organo Marco Plesnicar, al violino il M° Lorenzo Mian.
La S. Messa sarà preceduta dal breve ma solenne e suggestivo annuncio del Natale tratto dal Martirologio Romano.
Sabato 27, ore 19.00
Domenica fra l'ottava del S. Natale: S. Messa letta.
Mercoledì 31, ore 19.00
Ottava del S. Natale: S. Messa letta.
29 ottobre 2008
Supplica alla Vergine di Pompei
I. O augusta Regina delle Vittorie, o Vergine sovrana del paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lagrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! Da questo trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo, dei travagli, che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano, quante calamità ed afflizioni ne costringono! O madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato, e vincete con la clemenza il cuore dei peccatori; sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costano sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti qual siete, Regina di pace e di perdono. Salve Regina…
II. E’ vero, è vero, che noi pei primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulle vette del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel Sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col Sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza: e noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli gridando: misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono Cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! Pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che ritorni pentito al Cuore vostro. Misericordia per tutti, o Madre di misericordia. Salve Regina…
III. Che vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, redimita di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte, che in essa abitano, sono soggette. Il vostro dominio si stende sino all’inferno e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l’onnipotente per grazia, Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare perché figli ingrati e immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah! No, il vostro cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle vostre ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella vostra mano, c’ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi e ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie. Salve Regina…
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un’ultima grazia ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore vostro costante e in modo speciale la materna benedizione. No, non ci leveremo oggi dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle Vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla religione e la pace all’umana società. Benedite il nostro Vescovo, i sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del vostro santuario. Benedite infine tutti gli associati al vostro novello tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al vostro santissimo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti d’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, o Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico rifugio dei peccatori, o sovrana consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia. Salve Regina…
Deh! Da questo trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo, dei travagli, che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano, quante calamità ed afflizioni ne costringono! O madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato, e vincete con la clemenza il cuore dei peccatori; sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costano sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti qual siete, Regina di pace e di perdono. Salve Regina…
II. E’ vero, è vero, che noi pei primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulle vette del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel Sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col Sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza: e noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli gridando: misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono Cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! Pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che ritorni pentito al Cuore vostro. Misericordia per tutti, o Madre di misericordia. Salve Regina…
III. Che vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, redimita di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte, che in essa abitano, sono soggette. Il vostro dominio si stende sino all’inferno e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l’onnipotente per grazia, Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare perché figli ingrati e immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah! No, il vostro cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle vostre ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella vostra mano, c’ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci gettiamo ai vostri piedi e ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le sospirate grazie. Salve Regina…
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un’ultima grazia ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore vostro costante e in modo speciale la materna benedizione. No, non ci leveremo oggi dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle Vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla religione e la pace all’umana società. Benedite il nostro Vescovo, i sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del vostro santuario. Benedite infine tutti gli associati al vostro novello tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al vostro santissimo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti d’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, o Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico rifugio dei peccatori, o sovrana consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia. Salve Regina…
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