18 marzo 2013

Bollettino parrocchiale: Domenica V di Quaresima - 17 marzo 2013


Vangelo: Gv 8,1-11
Teniamo ben presente quanto afferma lapidariamente S.Agostino: “Il Signore ha condannato il peccato, non l’uomo. Ne tengano, dunque, conto coloro che amano nel Signore la mansuetudine e ne temono la verità. Infatti <Il Signore è dolce e retto>. AmaLo perché è dolce, temiLo perché è retto”.
Oggi nella nostra parrocchia iniziamo le

Santissime 40 Ore

Secondo un’antica tradizione, mai abolita, in questa domenica si velavano le immagini sacre con un drappo viola, cosa che noi facciamo ancora.

All’inizio si praticava già dall’inizio della Quaresima per un motivo meramente pratico: avvisare i fedeli che si era entrati in questo Tempo Liturgico. Poi tale gesto fu rivestito di significati simbolici, si volle vedere l’espressione del dolore della penitenza cui deve assoggettarsi il peccatore per meritare il perdono, ma è anche un chiaro richiamo al testo evangelico che si legge nel Rito Romano antico (Gv.8,46-49), in modo particolare l’ultima frase: …”Gesù si nascose e uscì dal tempio”.

Il Signore si nasconde da coloro che vogliono ucciderLo, poichè non era giunta ancora la Sua Ora, da coloro che Lo perseguitano, da quelli che si chiudono ermeticamente a Lui. Tra questi potremmo essere anche noi! Egli si nasconde perchè non è accolto. Di seguito, i veli violacei rappresentano anche le gramaglie vedovili che la S.Madre Chiesa indossa per manifestare il dolore nel perdere il Suo Sposo e Signore. Ma Lui, pur nascondendosi, è sempre presente e non ci abbandona mai. E ciò è più che mai vero per quanto riguarda l’Eucaristia. Le Quaranta Ore che ci apprestiamo a celebrare solennemente sono un’esaltazione della presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nelle SS. Specie. “Gesù è là; dunque tutti a Lui” è stato ed è lo splendido invito lanciato da S.Pier Giuliano Eymard nei confronti del SS.Sacramento. Stiamo dunque per vivere un meraviglioso momento di grazia: “Magister adest et vocat te” (Gv.11,28) “Il Maestro è presente e ti chiama”. AdoriamoLo, ascoltiamoLo, seguiamoLo!

Storicamente durante la Quaresima avveniva l’istruzione dei catecumeni e la preparazione dei penitenti alla solenne riconciliazione il Giovedì santo; in queste ultime settimane che separano dalla S.Pasqua, denominate “di Passione” un solo pensiero domina la liturgia, quello dell’odio dei nemici che tramano contro Gesù, il Giusto, e la Sua incessante preghiera al Padre perchè non L’abbandoni nel momento della prova. PreghiamoLo perchè anche noi possiamo essere forti nelle tentazioni e nelle inevitabili difficoltà della vita.




Riproponiamo il Programma per le Santissime 40 Ore (17-18-19 marzo)

Domenica 17 marzo: Ore 11.00 S.Messa solenne in latino con la presenza della Corale parrocchiale
diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà la S.Messa in canto
gregoriano prevista per le Domeniche di Avvento e di Quaresima.
Al termine della S.Messa ci sarà una breve processione per le vie adiacenti la chiesa (piazza Vecchia, via di Tor Bandena, via del Teatro Romano, via Malcanton, via Rettori, piazza Vecchia)
Al rientro inizierà l’adorazione personale. Saranno messi a disposizione dei fogli su cui segnare il proprio nome per i turni di adorazione. Parimenti verranno distribuiti dei sussidi per ben partecipare alla S.Messa con traduzione italiana a fronte dei testi latini. Bisogna però precisare che la vera autentica, profonda partecipazione alla S.Messa è l’unione spirituale convinta, radicata, totale alla Vittima sacrificale: Gesù Cristo Signore allo stesso tempo Sacerdote ed olocausto di soave fragranza.
Ore 17.30: S.Messa d’orario in latino con cantici eseguiti dalla nostra Corale
parrocchiale.
Ore 18.30: Ora comunitaria di adorazione (Vespro solenne, omelia del rev. padre predicatore p. Damiano Esposti dei Barnabiti, canto solenne del “Miserere” e Benedizione Eucaristica. E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì

Lunedì 18 marzo: Ore 09.00: S.Messa d’orario in italiano con omelìa del rev.padre predicatore,
Esposizione Eucaristica ed adorazione personale
Ore 17.30: S.Messa in latino con accompagnamento d’organo
Ore 18.30: Ora comunitaria di adorazione (Vespro solenne, omelia del rev. padre predicatore p. Damiano Esposti dei Barnabiti, canto solenne del “Miserere” e Benedizione Eucaristica. E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì

Martedì 19 marzo: Solennità di S.Giuseppe, Sposo della B.V. Maria e Patrono della Chiesa Universale. (Non è festa di precetto)
Ore 09.00 S.Messa d’orario in italiano con omelia del rev. padre predicatore,
Esposizione Eucaristica ed adorazione personale.
Ore 18.30: S.Messa solenne in latino “coram Exposito” in onore di S.Giuseppe. Al termine verrà impartita la Benedizione Eucaristica a conclusione delle solenni 40 Ore.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà il “Proprio” in gregoriano e la “Missa regia” di H.T. Dumont.


La chiesa rimarrà aperta tutto il giorno senza interruzioni.

Sentitamente ringrazio a nome mio e di tutti il rev. padre Damiano Esposti per la Sua significativa e preziosa presenza, per le Sue riflessioni e per la cordiale amicizia. Inoltre ringrazio di cuore il rev. confratello Don Valentino Viganò e gli altri sacerdoti e religiosi presenti per la loro generosa disponibilità ad intervenire a questo importantissimo momento di preghiera e di adorazione al Dio Nascosto ma sempre ineffabilmente presente e rendere perciò splendide, con la loro fattiva collaborazione, le Sacre Celebrazioni.

E per ben vivere queste stupende Giornate Eucaristiche rivolgiamoci a S. Pier Giuliano Eymard fondatore della Congregazione del SS.Sacramento con questa preghiera:

“ O S.Pier Giuliano che penetrando con il Tuo serafico sguardo oltre i veli eucaristici, lanciasti al mondo l’invito sublime: <Gesù è là, dunque tutti a Lui>, impetra da Dio, per la mediazione della Vergine Santissima, da te onorata, col dolce titolo di Nostra Signora del Santissimo Sacramento, che il grido del tuo cuore trovi eco in ogni cuore. Deh!ottieni che all’invito santo risponda dovunque un più largo ed intenso rifiorimento di vita, di culto, di azione eucaristica, e le anime dei piccoli e dei grandi siano irresistibilmente attratte a Gesù-Ostia, per adorarLo nei Suoi ineffabili annientamenti, associarsi, nella S.Messa, al Suo perenne Sacrificio, riceverLo qual pane di vita.
Discenda perciò, più possente e fecondo il Tuo santo richiamo, dall’altezza dei Cieli dove la Tua umiltà trionfa e si incorona ormai d’intramontabili splendori. Discenda a suscitare fra le anime più nobili e generose, e specialmente fra i sacerdoti, oggetto costante della Tua predilezione, nuove falangi di adoratori ed apostoli dell’Eucaristia, che, seguendo il Tuo esempio e i Tuoi insegnamenti, si consacrino, a glorificarLa negli individui e nei popoli, e affrettino così efficacemente l’avvenimento della invocata pace di Cristo nel regno del Suo amore. Così sia”.

Ricordiamo ancora per l’entrante settimana:
Lunedì 18 marzo: secondo giorno delle 40 Ore. Vedi orario sopradescritto.
Martedì 19 marzo: solennità di S.Giuseppe Sposo della B.V. Maria e Patrono della S.Chiesa.
Ore 09.00 S.Messa d’orario in italiano con omelia del rev. padre predicatore,
Esposizione Eucaristica ed adorazione personale.
Ore 18.30: S.Messa solenne in latino “coram Exposito” in onore di S.Giuseppe.
Al termine verrà impartita la Benedizione Eucaristica a conclusione delle solenni 40 Ore.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà il “Proprio” in
gregoriano e la “Missa regia” di H.T. Dumont.

Oggi ricorre l’anniversario della consacrazione episcopale di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi (2001).
Supplichiamo il Signore per la sua persona ed il suo servizio sacerdotale ed apostolico.

Venerdì 22 marzo: ore 18.30 Via Crucis

Anticipiamo sottolineando con particolare cura:
Domenica prossima 24 marzo è la Domenica delle Palme che dà inizio alla Settimana Santa:
Per questa domenica gli orari sono i seguenti:
sabato 23 marzo: ore 17.30 Benedizione solenne degli olivi, breve processione attraverso le vie adiacenti la chiesa (piazza Vecchia, via di Tor Bandena, via del Teatro Romano, via Malcanton, via Rettori, piazza Vecchia); al rientro sarà celebrata la S.Messa solenne in latino della “Domenica II di Passione o delle Palme”. Sarà presente la corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì la quale eseguirà il “Proprio” e l’”Ordinario” della S.Messa in canto gregoriano e mottetti in polifonia.
Durante il canto solenne del “Passio”, le parti riservate alle “Turbe”, musicate dal da Victoria, saranno eseguite dalla Corale in polifonia.
Nel pomeriggio sarà celebrata quest’unica S.Messa che logicamente assolve il precetto festivo.
La consueta S.Messa in latino delle ore 19.00 è perciò traslata a quest’ora; mentre quella delle 17.30 in italiano, per questa domenica è soppressa.
Domenica 24 marzo: SS.Messe ore 09.00 – 10.00 (in latino) – 11.00 – 17.30
Ore 18.30 Via Crucis.
Al termine sarà eseguito lo “Stabat Mater” di G.B.Pergolesi (1710-1736) per soli ed orchestra d’archi.
Solisti: Adriana Tomisic: soprano e Peter Gus: controtenore. Direttore M° Elìa Macrì
Verrà poi impartita la Benedizione con la Reliquia della S.Croce che sarà poi offerta al bacio dei fedeli e quindi solennemente traslata laddove è custodita.

A tutti i saluti più cordiali e la paterna benedizione

Don Stefano Canonico

16 marzo 2013

Bollettino parrocchiale: DOMENICA IV DI QUARESIMA “LAETARE”

Vangelo: Lc 15,1-3.11-32
Questa parabola chiama i farisei e gli scribi a rallegrarsi per il pentimento e la reintegrazione dei peccatori. L’identificazione dei due figli è problematica, molte sono le ipotesi, compresa quella secondo cui il fratello maggiore rappresenterebbe i Giudei ed il figliol prodigo i Gentili. Il figlio più giovane si è meritato di perdere i privilegi di un figlio, lasciare la casa del proprio padre significa allontanarsi da se stessi in un paese lontano; è come abbandonare la Chiesa, separarsi da Cristo per andare in una terra di tenebre che lo priverà dei suoi beni. Concedersi al regno della lussuriosa passione corrisponde all’essersi consegnati al regno delle tenebre, la fame che egli prova è la fame per la Parola di Dio, e il suo essere affamato deriva dal non ricevere il nutrimento spirituale che conduce ad una vita piena ed abbondante. La sua disperazione lo porta ad unirsi a un cittadino di questo paese che deve essere un Gentile, dal momento che possiede dei maiali, un uomo che è l’equivalente del principe di questo mondo. L’ironia è che egli ha dato lo splendore della casa di suo padre in cambio di un letto tra i maiali e come se non bastasse, è anche così disperato per il cibo, che comincia a desiderare quello dei maiali che dovrebbe essere un alimento inappetibile e non nutriente, come il cibo offerto dal diavolo.
Malgrado il suo peccato, lo Spirito non si è allontanato da lui, ed egli è ancora un figlio che conosce l’amore e la misericordia di suo padre. Ritornare alla casa del padre significa ritornare al Paradiso ed essere ricongiunto ai propri cari, questa è la prima confessione in cui egli cerca la riconciliazione con il padre. Seguendo il modello della preghiera del Signore, il figlio prodigo dichiara che Suo Padre nei Cieli conosce i suoi peccati, la sua confessione è indirizzata tanto al padre terreno quanto al Padre celeste, egli non è più degno di essere chiamato figlio, e vuole andare come un lavoratore alla vigna. Uno è figlio per la nascita, amico per la virtù, servo per il lavoro e schiavo per la paura. Il padre dà inizio alla reintegrazione del figlio correndogli incontro, gettandogli le braccia al collo e dandogli il bacio della riconciliazione. La descrizione di Gesù delle azioni del padre è un ritratto di una grazia completa e totale, di un amore incondizionato che ci giunge attraverso l’azione del Padre che ci manda Suo Figlio con l’Incarnazione. Il villaggio vedrà che il figlio è stato riaccolto nella casa del padre, dal momento che ha ricevuto l’anello dell’onore ed i sandali che lo riportano alla condizione di figlio; il padre ha riaccolto il figliol prodigo alla festa divina in qualità di suo figlio. Cristo, come il vitello grasso, è sacrificato solo al momento dell’ordine del Padre per procurarci il cibo quotidiano e già nell’offerta dell’incenso da parte di Zaccaria nel tempio, il vitello grasso è presente come colui che sarà offerto in sostituzione del figlio più giovane. Adamo, che si era perso nel peccato, è ora ritrovato in
Cristo, e questo avviene anche per i Gentili, che erano morti e ora sono in vita. Sebbene alcuni commentatori dicano che il fratello maggiore rappresenta Israele è difficile fare questa identificazione. Egli si pone al di fuori della Chiesa dei Gentili, come i Giudei che ascoltano la musica di salvezza ma si rifiutano di entrare nella Chiesa. Questo figlio maggiore è sempre con il padre, dal momento che è parte della stirpe dei santi dell’Antico Testamento ed è per il fratello maggiore che Cristo è nato.
(S. Cirillo di Alessandria, S.Pier Crisologo, S.Ambrogio, S.Agostino, Filosseno di Mabbug, S.Efrem il Siro, S.Atanasio, S.Ireneo)


 Domenica prossima V^ di Quaresima, secondo il Rito Romano antico I^ di Passione, avranno inizio nella nostra Parrocchia le Santissime Quaranta Ore cioè l’adorazione prolungata del SS.Sacramento dove nostro Signore Gesù Cristo è veramente, realmente, sostanzialmente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Quaranta sono le Ore perchè secondo una pia tradizione tante furono quelle trascorse da Gesù nel S.Sepolcro prima della Sua gloriosa e sfolgorante Resurrezione.
E’ questo per la nostra parrocchia e logicamente per tutti coloro che parteciperanno a questa stupenda pia pratica un momento di autentica grazia in cui davanti al Re dei Re e Signore dei Signori solennemente esposto potremo instaurare  o rinsaldare il nostro rapporto d’amore con Lui, ascoltare la Sua voce, contemplare il nostro Redentore, aprirGli il nostro cuore, chiederGli tutte le grazie di cui abbiamo bisogno, ma anche molto semplicemente sostare davanti a Lui per essere rinvigoriti, sostenuti, consolati dalla sua ineffabile presenza e così, toccati dalla Grazia, iniziare a rinvigorire il nostro doveroso cammino di conversione.
 L’augurio che come pastore e responsabile di questa chiesa cordialmente porgo a ciascuno di Voi è espresso da due meravigliose frasi pronunciate da San Pier Giuliano Eymard fondatore della Congregazione del SS.Sacramento.
La prima è la seguente:”Felice l’anima che sa trovare Gesù ed ogni cosa nell’Eucaristia”.
La seconda che è scritta sull’urna preziosa che racchiude il suo corpo benedetto nella chiesa di S.Claudio a Roma così recita: “O Signore fate che io diventi lo sgabello del Vostro Trono Eucaristico”.
Possiamo veramente anche noi trovare tutte ed ogni consolazione nell’Eucaristia e spenderci senza riserve perchè ognuno possa giungere ad Essa.

Programma per le Santissime 40 Ore (17-18-19 marzo)
Domenica 17 marzo: Ore 11.00 S.Messa solenne in latino con la presenza della Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà la S.Messa in canto gregoriano prevista per le Domeniche di
Avvento e di Quaresima.
            Al termine della S.Messa ci sarà una breve processione per le vie adiacenti la chiesa (piazza Vecchia, via di Tor Bandena, via del Teatro Romano, via Malcanton, via Rettori, piazza Vecchia)
Al rientro inizierà l’adorazione personale. Saranno messi a disposizione dei fogli su cui segnare il proprio nome per i turni di adorazione. Parimenti verranno distribuiti dei sussidi per ben partecipare alla S.Messa con traduzione italiana a fronte dei testi latini. Bisogna però precisare che la vera autentica, profonda partecipazione alla S.Messa è l’unione spirituale convinta, radicata, totale alla Vittima sacrificale: Gesù Cristo Signore allo stesso tempo Sacerdote ed olocausto di soave fragranza.
                                   Ore 17.30: S.Messa d’orario in latino con cantici eseguiti dalla nostra Corale parrocchiale.
                                   Ore 18.30: Ora comunitaria di adorazione (Vespro solenne, omelia del rev. padre predicatore p. Damiano Esposti dei Barnabiti, canto solenne del “Miserere” e Benedizione Eucaristica. E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì
Lunedì 18 marzo:    Ore 09.00: S.Messa d’orario in italiano con omelìa del rev.padre predicatore, Esposizione Eucaristica ed adorazione personale
                                   Ore 17.30: S.Messa in latino con accompagnamento d’organo
                                   Ore 18.30: Ora comunitaria di adorazione (Vespro solenne, omelia del rev. padre predicatore p. Damiano Esposti dei Barnabiti, canto solenne del “Miserere” e Benedizione Eucaristica. E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì
Martedì 19 marzo: Solennità di S.Giuseppe, Sposo della B.V. Maria e Patrono della Chiesa Universale. (Non è festa di precetto)
                                   Ore 09.00 S.Messa d’orario in italiano con omelia del rev. padre predicatore, Esposizione Eucaristica ed adorazione personale.
                                   Ore 18.30: S.Messa solenne in latino “coram Exposito” in onore di S.Giuseppe. Al termine verrà impartita la Benedizione Eucaristica a conclusione delle solenni 40 Ore.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà il “Proprio” in gregoriano e la “Missa regia” di H.T. Dumont.

            La chiesa rimarrà aperta tutto il giorno senza interruzioni.
           
Sentitamente ringrazio a nome mio e di tutti il rev. p. Damiano Esposti per la sua significativa e preziosa presenza per le sue riflessioni e per la cordiale amicizia. Inoltre ringrazio di cuore il rev. Confratello Don Valentino Viganò e gli altri sacerdoti e religiosi presenti per la loro generosa disponibilità ad intervenire a questo importantissimo momento di preghiera e di adorazione al Dio Nascosto ma sempre ineffabilmente presente e rendere perciò splendide, con la loro fattiva collaborazione, le Sacre Celebrazioni.

Durante l’entrante settimana ricordiamo:
Domenica 10 marzo ore 18.30: Via Crucis solenne, Benedizione con la Reliquia della S.Croce, bacio della Reliquia ed Assoluzione al Tumulo a suffragio di tutti i Defunti.
E’ presente la Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì che eseguirà, fra gli altri, il mottetto “Beati mortui” del celebre compositore tedesco Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
Sabato 16 marzo:  Ore 17.30 S.Messa d’orario
                                 Ore 19.00: S.Messa d’orario in latino con cantici

            A tutti il mio saluto e la paterna benedizione                  

                                                                                                                      Don Stefano Canonico

02 marzo 2013

Bollettino parrocchiale: Domenica III di Quaresima - 3 marzo 2013


Vangelo: Lc. 13,1-9
In riferimento ai Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato ai loro sacrifici, può essersi verificato in occasione del compleanno di Erode, quando Giovanni fu decapitato come tentativo di Pilato di far vergognare Erode che non era ancora suo amico. Questi Galilei non erano più peccatori degli altri Galilei, e la loro disgrazia non può essere connessa ad un qualche peccato specifico o eccezionale, così come non può aver valore l’ipotesi che essi furono uccisi in quanto il loro sacrificio era impuro. Gesù usa la parabola come allegoria della storia di Israele e del Suo intervento nel loro mondo come loro Salvatore. Nel Suo insegnamento il fico rappresenta tutta la specie umana che Dio è venuto a salvare. Entrambi, il vignaiolo ed il fico, sono metafore consuete nell’Antico Testamento per Israele. Nella parabola di Gesù il fico è piantato nella vigna e questo ha portato alcuni interpreti a suggerire che l’albero possa rappresentare un gruppo dentro Israele, come la guida della sinagoga. Il liberare il terreno per altri potrebbe essere un’allusione all’incorporazione dei Gentili nell’Israele di Dio. L’intercessione del vignaiolo suggerisce che egli possa rappresentare lo stesso Gesù in occasione della prima missione apostolica presso gli Ebrei, ma senz’altro colui che proclama il Vangelo della misericordiosa clemenza di Dio in Gesù e che fervidamente intercede per colui che perisce è rappresentato nella figura del vignaiolo. E così il “quarto anno” è l’Incarnazione di Gesù, in occasione della quale Egli giunge come agricoltore per nutrire Israele.
(S. Efrem il Siro, S.Ambrogio, S.Agostino, S.Cirillo di Alessandria)

Ricordiamo per l’entrante settimana:

Domenica 3 marzo ore 18.30:Via Crucis solenne composta e musicata da S.Leonardo da Porto
Maurizio, Benedizione con la Reliquia della S.Croce e bacio della Reliquia.
Giovedì 7 marzo: I^ giovedì del mese dedicato alla preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose
Sabato 9 marzo: in occasione della “Domenica delle Anime” (IV di Quaresima – “Laetare”)
Ore 17.30 S.Messa d’orario in italiano
Ore 18.30 Vesperi solenni dei defunti a suffragio di tutti i nostri cari morti.
Ore 19.00 S.Messa d’orario in latino a “grand’organo”.
Al termine assoluzione al catafalco
Anticipiamo:
Domenica 10 marzo ore 18.30: Via Crucis.
Al termine solenne assoluzione al catafalco a suffragio di tutti i Defunti

Tutti salutandoVi paternamente benedico

Don Stefano Canonico










Note:
- Il Parroco è a disposizione dei Fedeli dopo ogni S.Messa o per appuntamento
  • L’Ufficio parrocchiale è aperto ogni mercoledì non festivo dalle ore 9.30 alle ore 12.00
  • Le offerte pervenute finora per il baldacchino sono di Euro 2.781,00 mancano Euro 719,00 per il completamento della spesa sostenuta.
  • Le offerte ricevute per i paramenti ammontano a Euro 2.752,50 mancano Euro 747,50
Grazie a Quanti hanno già offerto il loro contributo.
Grazie a Quanti potranno concorrere per il saldo.
Le offerte possono essere consegnate direttamente al parroco o a chi per lui presente in sacrestia. Grazie
  • E’ disponibile il catechismo YOUCAT per conoscere e vivere la fede della Chiesa (€ 12.99)
  • Si fa presente che la nostra chiesa non riceve contributi da nessuno e quindi vive con le offerte dei fedeli. Un grazie ai benefattori.
  • Per eventuali bonifici o versamenti presso la FriulAdria Credit Agricole – via Mazzini 7 –
  • 34121 Trieste: conto corrente 400855/12 – codice IBAN IT68I0533602207000040085512

20 febbraio 2013

Bollettino parrocchiale: Domenica I di Quaresima - 17 febbraio 2013

Vangelo: Lc 4,1-13
Satana aspetta che Gesù abbia trent’anni per tentarLo, perché è solo allora che Egli si mostra come Messìa al Suo battesimo. L’introduzione parla di Gesù e dei Suoi movimenti quando è condotto dallo Spirito nel deserto per il digiuno; in questa vicenda si può ravvisare l’immagine di Adamo ed il ricordo della Genesi, perché Adamo fu scacciato dal Paradiso nel deserto, mentre Cristo, il nuovo Adamo, va nel deserto per noi, per uscire dal deserto della tentazione e per ricondurci in Paradiso.
La prima tentazione cerca di indurre il Signore al peccato di gola che ha condannato il primo Adamo il quale è caduto per aver mangiato il cibo proibito; Gesù vince per non aver mangiato il cibo con cui Satana lo tenta in un momento di grande fame dopo quaranta giorni di digiuno. Gesù, Figlio di Dio incarnato, il Verbo di Dio è il pane della vita che viene dal cielo che nutrirà il popolo con se stesso; e sconfigge Satana con questo pane celeste, la Parola di Dio.
Nella seconda tentazione i regni che il Demonio mostra al Signore in un momento non sono come quelli dei Romani o dei Persiani ma il dominio di Satana sul mondo. Il Diavolo ha preso questo mondo con la frode, ma ora che Cristo è venuto, lo riporterà sotto la Sua propria autorità attraverso la Sua obbedienza, sofferenza e morte. Nella tentazione finale Satana, cambia tattica, ma Gesù rimane fedele alla Sua persona e alla Sua natura immutabile. Adamo fu attratto dal cibo, ma qui Israele ripete il peccato di Eva che desiderò venerare un altro oltre al Signore. Il salmo si rivolge a tutti i giusti ai quali in Cristo è dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni, come Lui promise ai Settantadue. Anche se il tempio può essere distrutto, il pinnacolo del tempio, Gesù, dura per sempre. Le tre tentazioni rappresentano tutte le tentazioni possibili nella vita umana, perché il diletto della carne, il fascino della gloria e l’avidità di potere sono la radice di ogni passione. Il Diavolo, sconfitto, si allontana, ma non rinuncerà a combattere Cristo con altri mezzi.
(S.Efrem il Siro, SCirillo di Alessandria, S.Ambrogio, Origene, Prudenzio)


La Quaresima nella sostanza è antica quanto la festa di Pasqua di cui fu considerata sempre come solenne preparazione. La primissima idea però di un tempo di penitenza in preparazione alla Pasqua sembra essere sorta a riguardo specialmente dei catecumeni che con il digiuno e la preghiera si preparavano a ricevere il Battesimo nella notte di Pasqua.
Questo concetto del “Battesimo di penitenza” è sotteso anche oggi in tutta la liturgia quaresimale. Ma chiare testimonianze di una Quaresima propriamente detta, dell’estensione cioè di sei settimane, non si riscontrano se non nel IV secolo. Da lunghissimo tempo la solennità del sacro digiuno si apre con il Mercoledì delle Ceneri, però ancora all’epoca del Santo Pontefice e Dottore della Chiesa Gregorio Magno (590-604) cominciava il primo lunedì di Quaresima. Siccome venivano, però, a mancare 4 giorni ai 40 in cui Nostro Signore Gesù Cristo digiunò, poiché la domenica nella Chiesa Romana non si considerò mai come giorno di digiuno, si decise tra il VII e l’VIII secolo di anticiparlo al mercoledì di Quinquagesima (il mercoledì precedente la I^ Domenica di Quaresima) che venne a denominarsi appunto “Mercoledì delle Ceneri” per l’imposizione delle medesime sul capo dei fedeli come concreto richiamo alla penitenza per i nostri peccati.


La penitenza, nei suoi molteplici salutari aspetti, soprattutto in questo tempo di Quaresima, viene a riassumersi in tre modalità: la preghiera, il digiuno e l’elemosina.

Non possono essere separate pena lo svilimento di ognuna e la S.Madre Chiesa ci invita a praticarle con profondo amore e convinzione poichè così ripariamo il male commesso aprendoci generosamente a Dio e al prossimo. Questa è la conversione tanto ribadita ed auspicata dal Signore e dalla Sua Chiesa. In questo contesto viene a collocarsi l’iniziativa della nostra Parrocchia già annunciata la scorsa settimana ma che ripetiamo per tutti coloro che non fossero stati presenti domenica 10 febbraio.


Per richiamare i fedeli alla salutare meditazione delle sofferenze di Gesù Cristo sopportate per la nostra salvezza e per indurli ad imitare con gratitudine ed amore il Salvatore nonchè stimolarli a compiere degni frutti di penitenza così necessaria a conseguire la salvezza eterna, la Parrocchia organizza a questo fine una processione con il S. Crocifisso che partirà dalla chiesa di S.Maria Maggiore (Madonna della Salute) e raggiungerà poi la nostra chiesa (B.V. del Rosario) per domenica 17 febbraio, I^ domenica di Quaresima, alle ore 16.15.
Al canto delle Litanie dei Santi usciremo dalla chiesa di S.Maria Maggiore, dove ci saremo radunati, e attraverso via del Collegio, via Donota, largo Riborgo, via del Teatro Romano, via del Rosario, piazza Vecchia, entreremo nella nostra chiesa il cui pavimento sarà cosparso di alloro che calpestato emana un profumo gradevole. Questo è un richiamo a Cristo che maltrattato ed umiliato effonde la soave fragranza della santità ed allo stesso modo, sul Suo esempio i Santi Martiri.
L’alloro è simbolo di vittoria che si consegue quando si soffre uniti al Signore e questa vittoria è il trionfo sul male e sul peccato che ci umiliano e sviliscono ed infine la vita eterna.

Sarà poi cantato, dalla nostra Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì, il “Miserere” di Gregorio Allegri (1582-1652) e l’inno “Vexilla Regis prodeunt” di Venanzio fortunato (VI secolo) in onore della S.Croce con la cui Reliquia verrà impartita la benedizione e quindi sarà offerta, per chi lo desidera, da baciare come gesto squisito di amore e di onore verso quel terribile strumento di morte che Nostro Signore Gesù Cristo trasformò in strumento di salvezza.
Seguirà la S.Messa come d’orario,
Alle ore 17.30 in latino
Alle ore 18.30 solenne “via Crucis” seguendo il testo e la musica composti da S. Leonardo da
Porto Maurizio.


Ricordiamo, dunque, per l’entrante settimana:
Domenica 17 febbraio: Domenica I^ di Quaresima.
Solenne Processione penitenziale con il S.Crocifisso
Ore 16.00 ritrovo a S.Maria Maggiore
Ore 16.15 inizio della processione con arrivo alla chiesa del Rosario attraverso
le vie del Collegio, Donota, Largo Risorgo, Teatro Romano, del
Rosario, piazza Vecchia, canto del “Miserere” di Gregorio Allegri,
benedizione con la Reliquia della S.Croce e bacio della Reliquia
stessa.
Ore 17.30 S.Messa d’orario in latino con cantici. E’ presente, così come per la
S.Funzione sopra descritta, la nostra Corale parrocchiale diretta dal
M° Elìa Macrì
Ore 18.30 Solenne “Via Crucis”
is”.

Durante tutta la S.Quaresima al Venerdì e alla Domenica, alle ore 18.30 si terrà il pio esercizio della “Via Crucis”.

Si rammenta che al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo si è tenuti al digiuno e all’astinenza, gli altri venerdì di Quaresima all’astinenza a meno che non coincida con una solennità ad esempio il 19 marzo (S:Giuseppe) o il 25 marzo (l’Annunciazione del Signore): In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato fra le solennità, si deve osservare l’astinenza come più sotto precisato oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera o di carità.
Per digiuno si intende fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera.
L’astinenza proibisce l’uso delle carni come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
Il digiuno e l’astinenza come sopra precisati sono consigliati il Sabato Santo fino alla Veglia pasquale.
Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato, alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età e rimane valida tutta la vita.
Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute malferma.
Per eventuali ulteriori precisazioni ci si può rivolgere ad un sacerdote.

Augurando a tutti una proficua S.Quaresima, ricordando nella preghiera ciascuno di Voi imparto volentieri la mia benedizione.

05 febbraio 2013

Bollettino parrocchiale: Domenica 10 febbraio 2013

Vangelo:Lc.5,1-11

Il vocabolario tecnico della pesca è sparso in tutto il brano, suggerendo al lettore di prendere sul serio l’immagine della pesca come metafora per l’opera di Gesù e come immagine della Chiesa del tempo presente. Poiché Cristo è presente sulla barca, essa diventa un simbolo della Chiesa, il miracolo riguarda la pesca di uomini, attraverso il ministero della grazia, che fonda la Chiesa e la fa crescere fino ad oggi, quando il Signore conduce il popolo ad essa tramite la predicazione del Vangelo. Questa Chiesa è chiamata alla navigazione come Noè. Come i Profeti si affaticarono per tutta la notte, così anche gli Apostoli, una barca rappresenta i Giudei e l’altra, troppo carica, i Gentili. Pietro come i demoni, riconosce che Gesù è “il Santo di Dio” ed il suo timore nasce dal fatto che è in presenza della santità da peccatore. Pescare uomini significa predicare loro il Regno di Dio in Gesù e portarli in questo Regno tramite il sacramento della Chiesa.
(S:Agostino, S.Massimo di Torino, S.Cirillo d’Alessandria, S.Efrem il Siro).

Inoltre questa settimana vogliamo polarizzare la nostra attenzione sul Tempo Liturgico ormai vicinissimo: la Quaresima.
Mercoledì prossimo, infatti, con il “Mercoledì delle Ceneri” si darà inizio a questo intenso periodo di preparazione alla S.Pasqua che vuole portarci ad una conversione, vera, totale, profonda, ad un rapporto forte e stabile con il Salvatore che deve diventare il centro dell’attenzione di ciascuno di noi, lo scopo della propria esistenza.
Sino dai tempi del Papa S.Gregorio Magno s’inaugurava con il Mercoledì delle Ceneri il digiuno quaresimale. Nel IV secolo si iniziava la penitenza canonica, che i pubblici penitenti dovevano compiere per poter essere poi assolti il prossimo Giovedì Santo. Ancora nel secolo XII lo stesso Papa si portava scalzo alla chiesa di S.Sabina sull’Aventino per il rito delle Ceneri.
L’odierna cerimonia dell’imposizione delle Ceneri è un ultimo rimasuglio dell’imposizione canonica della penitenza ai peccatori. I 40 giorni di durata della S.Quaresima è palese richiamo al periodo di penitenza e digiuno trascorso da Nostro Signore Gesù Cristo nel deserto.
Qui si fa la seguente inserzione: La suddetta chiesa è ancora oggi deputata a “stazione” (in latino “statio”) “in capite ieiunii” cioè letteralmente: “all’inizio del digiuno” il “Mercoledì delle Ceneri”, appunto.
La parola “statio” (“stazione”) è una delle tante che dal linguaggio militare romano passarono a quello cristiano. Stazione presso gli antichi Romani designava un appostamento di soldati nelle regioni straniere. Tertulliano (155/160-240) applicando questo termine ai cristiani afferma: “I cristiani sono una milizia; per cui devono osservare le stazioni come i soldati”. Pertanto “stazione” nel II e III secolo voleva significare una levata mattutina, digiuno e servizio liturgico ad una determinata chiesa. In seguito questo giorno di servizio o festa liturgica comportò una processione, una litania e la celebrazione della S.Messa con assistenza del clero e del popolo.
A Roma, specie nelle vigilie ed in tempo di penitenza, erano frequenti le stazioni nelle varie chiese. Ad esse spesso interveniva il Papa stesso che celebrava i diurni misteri. Ordinariamente la processione stazionale cominciava verso l’ora nona (le tre pomeridiane), in un’altra basilica vicina, nella quale il popolo si radunava ed attendeva l’arrivo del Pontefice con il Suo seguito; quindi, al canto delle Litanie dei Santi, il corteo si dirigeva verso la chiesa stazionale in cui aveva luogo il S.Sacrificio che terminava quando il sole già volgeva al tramonto.
Sulla scia di questa veneranda e significativa tradizione che attraverso il gesto esterno della processione vuole indurci a compiere un serio cammino di autentica e profonda conversione attraverso l’intercessione preziosa dei santi e per richiamare i fedeli alla salutare meditazione delle sofferenze di Gesù Cristo sopportate per la nostra salvezza, e per indurli ad imitare con gratitudine ed amore il Salvatore nonché stimolarli a compiere degni frutti di penitenza così necessaria a conseguire la salvezza eterna, la Parrocchia, anche quest’anno, organizza a questo fine una processione con il S.Crocifisso che partirà dalla chiesa di S.Maria Maggiore (Madonna della Salute) e raggiungerà poi la nostra chiesa (B.V.del Rosario) per domenica 17 febbraio I^ domenica di Quaresima alle ore 16.15.
Sarà poi cantato, dalla nostra Corale parrocchiale diretta dal M° Elìa Macrì, il “Miserere” di Gregorio Allegri (1582-1652) e l’inno “Vexilla Regis prodeunt” di Venanzio fortunato (VI secolo) in onore della S.Croce con la cui Reliquia verrà impartita la benedizione e quindi sarà offerta, per chi lo desidera, da baciare come gesto squisito di amore e di onore verso quel terribile strumento di morte che Nostro Signore Gesù Cristo trasformò in strumento di salvezza.

02 febbraio 2013

Bollettino parrocchiale: 3 febbraio 2013

Vangelo: Lc.4,21-30
Il popolo passa dal disorientamento a una rabbia intensa di fronte al messaggio di Gesù, essi Lo respingono per invidia. Il primo discorso di Gesù annuncia profeticamente il Suo insegnamento, i Suoi miracoli ed anche il rifiuto del popolo di Nazaret; rifiutandoLo essi adempiono questa profezia; Gesù sfugge miracolosamente dalle loro mani omicide perché non è giunta ancora la Sua ora.
(S.Cirillo di Alessandria, S.Ambrogio)

Impariamo a conoscere e ad amare i Santi.
Il 3 febbraio ricorre la Festa di S.Biagio martire, martedì 5 febbraio quella di S.Agata

San Biagio Vescovo di Sebaste in Armenia gode tuttora di larga popolarità per un miracolo da Lui compiuto, che ha perpetuato la ben nota benedizione contro il mal di gola. Si legge infatti nella Sua “Passione” che mentre veniva condotto al martirio una donna si fece largo tra la folla dei curiosi e depose ai piedi del Santo Vescovo il figlioletto che stava morendo soffocato da una lisca di pesce conficcata nella gola. San Biagio pose le mani sulla testa del fanciullo e si raccolse in preghiera. Un istante dopo il ragazzo era salvo. Questo episodio gli valse la fama di taumaturgo attraverso i secoli ed in particolare quella di guaritore dai mali di gola.
San Biagio fu Vescovo di Sebaste agli inizi del IV secolo e subì la persecuzione di Licinio, il collega dell’imperatore Costantino. Può considerarsi quindi uno degli ultimi martiri cristiani dei primi secoli. Era l’anno 316. Pare che San Biagio, in ossequio al monito evangelico, si sottraesse alla persecuzione rifugiandosi in una grotta sita in una foresta. La tradizione ci presenta il vecchio Vescovo attorniato dagli animali della foresta che gli fanno visita recandogli il cibo; purtroppo dietro la selvaggina non è raro trovare anche i cacciatori. Così il Santo venne scoperto, legato come un malfattore e condotto alle prigioni cittadine. Nonostante i prodigi che san Biagio compiva tra le pareti del carcere, venne tradotto in giudizio e, al suo rifiuto di sconfessare Cristo sacrificando agli dei, gli fu lacerata la carne con dei pettini usati per cardare la lana. Ecco perché San Biagio è il protettore dei cardatori di lana. Fiaccato nel corpo ma non nell’animo, l’intrepido martire ebbe la forza di subire altre atroci vessazioni, finchè gli fu recisa la testa con la spada.

Sant’Agata.Il culto liturgico della Santa martire catanese è di antica data: risale almeno al V secolo, quando papa Simmaco le dedicò una basilica sulla via Aurelia (“in fundum lardarium”). Pare sia S.Gregorio Magno papa ad includere, un secolo dopo, il nome della martire nel Canone della Messa. Unanimi sono le fonti storiche sulla data del martirio della popolarissima santa specialmente nell’Italia meridionale e particolarmente in Sicilia. Quasi tutte le notizie pervenuteci provengono dalle tradizioni popolari. Da questi racconti apprendiamo che la giovane martire catanese apparteneva a nobile ricca famiglia. Le sue ricchezze, unite alla straordinaria bellezza, finirono per attirare l’attenzione dello stesso console Quinziano, che la chiese in sposa. Ma Agata aveva già promesso la Sua vita ad un altro sposo, Cristo. Il console, ben determinato nel suo proposito non si perse d’animo e ricorse perfino agli uffici di una rinomata mezzana, dal nome significativo di Afrodisia. La donna munita di tutti i filtri amorosi che la grezza mentalità popolare ritiene efficacissimi pronubi, diede fondo a tutte le sue arti perché Agata s’invaghisse del pretendente. Ma ben presto Afrodisia dovette dichiararsi vinta dalla fede e purezza di questa fanciulla.
Quinziano però non accettò passivamente questa nuova sconfitta. Dall’amore passò all’odio e cercò di intimorire la giovane con minacce che non sortirono il loro esito e che egli perciò tradusse presto in atto. Consegnata ai torturatori, Agata ne ricevette crudeli sevizie. Quinziano s’accannì a far torturare i seni della fanciulla, che uscì nella celebre esclamazione:”crudele tiranno, non ti vergogni di torturare in una donna quello stesso seno dal quale da bambino hai succhiato la vita?”. Si racconta inoltre, che lo stesso S.Pietro apostolo sia apparso alla santa per sanarle miracolosamente i seni. Ed è per aver subito questo terribile tormento che S.Agata è venerata in modo particolare dalle donne soprattutto dalle madri che allattano i propri figli e perciò la Sua festa è “la festa della donna”.
Consunta, infine, dai carboni ardenti per aver resistito alle brame del pretendente S.Agata è invocata dalla città che le ha dato i natali come protettrice contro la violenza della lava incandescente dell’Etna, il vulcano che, secondo la tradizione, arrestò in maniera prodigiosa le sue eruzioni, un anno dopo il martirio di S.Agata, avvenuta verso il 250.
La sua effigie si trova anche nella nostra chiesa dove è costantemente venerata.

Ricordiamo per l’entrante settimana:
Domenica 3 febbraio: ore 18.30 Vesperi solenni.
Al termine benedizione della gola, del pane, del vino e della frutta in onore di S.Biagio,

SalutandoVi, paternamente Vi benedico

Don Stefano Canonico









Note:
- Il Parroco è a disposizione dei Fedeli dopo ogni S.Messa o per appuntamento
  • L’Ufficio parrocchiale è aperto ogni mercoledì non festivo dalle ore 9.30 alle ore 12.00
  • Le offerte pervenute finora per il baldacchino sono di Euro 2.531,00 mancano Euro 969,00 per il completamento della spesa sostenuta.
  • Le offerte ricevute per i paramenti ammontano a Euro 2.752,50 mancano Euro 747,50
Grazie a Quanti hanno già offerto il loro contributo.
Grazie a Quanti potranno concorrere per il saldo.
Le offerte possono essere consegnate direttamente al parroco o a chi per lui presente in sacrestia. Grazie
  • E’ disponibile il catechismo YOUCAT per conoscere e vivere la fede della Chiesa (€ 12.99)
  • Si fa presente che la nostra chiesa non riceve contributi da nessuno e quindi vive con le offerte dei fedeli. Un grazie ai benefattori.
  • Per eventuali bonifici o versamenti presso la FriulAdria Credit Agricole – via Mazzini 7 –
  • 34121 Trieste: conto corrente 400855/12 – codice IBAN IT68I0533602207000040085512
  • Chi è interessato a consultare il “Blog” della parrocchia, su internet può digitare l’indirizzo: www.tradizionetrieste.info